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(ANSA) - ROMA, 14 GEN - "Leggevo ultimamente dell'impatto straordinario di Checco Zalone con il film 'Buen camino', dove si parla di prevenzione e screening. Mi sono sentita un po' sconfitta, perché sono tre anni che mi occupo di prevenzione e campagne di comunicazione, ma di fatto l'impatto della nostra attività su quella che è la salute pubblica e sull'adesione agli screening è sicuramente minore di quello che ha avuto Checco Zalone con qualche proiezione al cinema. Per questo ho scritto personalmente a diversi influencer e cantanti che avevo avuto il piacere di conoscere, tra cui l'ultimo, con cui sono stata a pranzo nei giorni scorsi, Gigi D'Alessio, a cui ho detto 'alcuni contenuti, creando una collaborazione, ad esempio, con l'Istituto superiore di sanità per la parte scientifica, li devi divulgare tu, perché noi non siamo in grado di farlo'". Lo ha detto Maria Rosaria Campitiello, capo del dipartimento della Prevenzione, Ricerca e Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, al convegno 'Promuovere la salute, educare alla prevenzione: il ruolo condiviso contro l'Hpv' all'Istituto superiore di sanità.
"Preannuncio dunque - ha proseguito Campitiello - che nel 2026 il dipartimento della prevenzione avvicinerà influencer, cantanti, attori e personalità del mondo della Tv, perché se il fine, anche da parte delle istituzioni, è raggiungere l'aumento dell'adesione agli screening, bisogna pensare all'obiettivo e non al mezzo. Per quel riguarda il vaccino contro l'Hpv, che è destinato ai ragazzi preadolescenti, che si rivedono molto nei propri idoli, è importante entrare nelle scuole, ma questo non deve essere il passo successivo e non quello iniziale". (ANSA).


