(ANSA) - ROMA, 04 NOV - Il morbillo continua a circolare e l'Italia paga il prezzo di coperture vaccinali ancora insufficienti. A quasi dieci anni dall'introduzione dell'obbligo vaccinale, nel 2017, i progressi registrati non sono stati uniformi. Tra il 2016 e il 2024 la copertura con la prima dose contro il morbillo è passata dall'87,3% al 94,8%, avvicinandosi all'obiettivo del 95%. Quella con la seconda dose è invece cresciuta molto meno, dall'82,2% all'84,4%, rimanendo ben lontana dall'obiettivo di copertura necessario per l'eliminazione del morbillo. Emerge da un'elaborazione della Società Italiana di Pediatria sui dati ufficiali del ministero della Salute.
    L'Italia è il Paese dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo con il maggior numero di casi di morbillo: 651 negli ultimi dodici mesi, oltre un quarto di quelli complessivamente registrati, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. "La morte di un bambino per morbillo negli Stati Uniti ricorda che non stiamo parlando di una malattia innocua. La priorità è individuare e recuperare chi non è adeguatamente protetto anche tra gli adolescenti e i giovani adulti", afferma il presidente della Sip Rino Agostiniani.
    "A fronte dei progressi registrati con la prima dose, la copertura con la seconda non solo resta insufficiente, ma negli ultimi anni mostra persino una lieve flessione - osserva Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della Sip -.
    Questo significa che continuano a esserci persone che non completano il ciclo vaccinale, contribuendo al permanere di gruppi suscettibili all'infezione". L'obiettivo, conclude, "non è solo aumentare il numero di bambini che iniziano il percorso vaccinale, ma assicurarsi che lo completino". (ANSA).