Preparazione alle infezioni ed ai virus emergenti, eradicazione delle patologie evitabili, gestione dell'anti-microbico resistenza e dei contagi ospedalieri. Sono questi i principali ambiti d'intervento per quanto riguarda il trattamento e la prevenzione delle infezioni.
    A fare il punto è Enrico Girardi, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive 'Lazzaro Spallanzani', illustrando le principali novità che riguardano l'istituto romano e la ricerca scientifica del settore.
    L'occasione è il novantesimo anniversario della fondazione del centro e il trentesimo del riconoscimento come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), durante cui è stata inaugurata una foresteria per parenti e caregiver dei malati ricoverati e sono state presentate le attività previste nel 2026.
    "Entro quest'anno renderemo pienamente operativi i nuovi laboratori di alto biocontenimento, in cui sarà possibile studiare e diagnosticare le infezioni emergenti (come ad esempio in passato fu il Covid) in totale sicurezza - ha spiegato Girardi -. L'apertura di questi nuovi laboratori ci permetterà di diventare un punto di riferimento a livello nazionale e crediamo anche internazionale, ad esempio a livello dell'area mediterranea". Ricordando la pandemia da Covid-19, Girardi ha sottolineato che "è stato uno scenario che in realtà ci si aspettava, anche se non era possibile prevenirne le tempistiche". "Le malattie infettive continuano ad emergere - ha aggiunto -: prendiamo l'esempio dell'M-Pox (anche nota come vaiolo delle scimmie, ndr), che è una malattia che sembrava confinata a piccoli focolai in alcune zone dell'Africa ma che in realtà ha avuto una diffusione enorme in questi anni". Un altro esempio, secondo l'esperto, è il virus del West Nile "che è ormai presente in maniera stabile in alcune Regioni italiane".
    Alla luce di tutto ciò, sostiene Girardi, è fondamentale non farsi trovare impreparati. "Come Spallanzani facciamo parte di diversi consorzi di ricerca europei per la messa a punto di farmaci che possano essere attivi verso un ampio raggio di agenti virali in modo da essere impiegati immediatamente qualora ce ne ce ne fosse la necessità", ha spiegato il direttore scientifico.
    Un altro aspetto cruciale riguarda le infezioni eliminabili, come ad esempio l'Hiv, la tubercolosi, le epatiti virali e le malattie prevenibili con il vaccino. "In questo ambito sono stati fatti grandi progressi - ha spiegato - ma c'è ancora da 'finire il lavoro' attraverso una serie di interventi di prevenzione, di informazione, di offerta dei test".
    Un altro tema riguarda l'uso corretto degli antibiotici e l'arginamento dei batteri resistenti. "La Regione Lazio ha organizzato un enorme piano di formazione, con migliaia di operatori sanitari che vengono formati all'uso appropriato di antibiotici: l'istituto Spallanzani sta lavorando come braccio operativo di questa campagna regionale - ha spiegato ancora Girardi -. Inoltre, abbiamo recentemente aperto un nuovo reparto di degenza dedicato specificamente alle infezioni contratte durante interventi chirurgici".
    Un impegno a 360 gradi, dunque, quello dell'istituto Spallanzani, come sottolineato anche dalla direttrice generale Cristina Matranga, secondo cui "cambiano le sfide, dall'Aids al Covid, ma la missione di prendersi cura e produrre conoscenza resta immutata". Una missione che nei decenni non ha riguardato solo il progresso scientifico: secondo il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, infatti, "durante la sua storia lo Spallanzani ha saputo aiutarci come Paese, anche per quel che riguarda il cambiamento di mentalità e la lotta allo stigma nei momenti più difficili che hanno riguardato alcune patologie, come ad esempio l'Aids".