(ANSA) - ROMA, 22 LUG - L'eccesso ponderale negli adolescenti è sempre stato associato alla sola questione di alimentazione e attività fisica. In realtà si tratta di una condizione complessa: entrano in gioco genetica, ambiente, metabolismo, fattori psicologici, condizioni sociali e molti altri fattori e, negli ultimi decenni, si è assistito alla crescita di un ambiente sempre più obesiogeno caratterizzato da maggiore disponibilità di alimenti ultra-processati, aumento del consumo di bevande zuccherate, riduzione dell'attività fisica e maggiore esposizione alla sedentarietà.
    È questo il cambio di paradigma al centro della nuova Linea guida sulla terapia del sovrappeso e dell'obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti (12-18 anni), pubblicata nel Sistema nazionale Linee guida dell'Istituto superiore di sanità (Iss): l'eccesso ponderale deve essere trattato sempre, anche negli adolescenti, con tutti gli strumenti si hanno a disposizione dall'approccio alimentare, comportamentale ed attività fisica a terapie farmacologiche e chirurgiche, quando necessarie.
    "La vera novità non è semplicemente l'apertura alle terapie farmacologiche ma il riconoscimento definitivo dell'obesità come malattia cronica progressiva e recidivante complessa che necessita di percorsi personalizzati, che richiede una presa in carico multidisciplinare", spiega Marco Cappa, endocrinologo responsabile della Unità di ricerca terapie innovative per l'endocrinologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e membro dell'Associazione medici endocrinologi (Ame), che ha coordinato il tavolo di lavoro.
    Il documento è stato promosso da Ame con il contributo delle principali società scientifiche italiane che si occupano di obesità in età adolescenziale, coinvolgendo specialisti provenienti da tutto il territorio nazionale e rappresentanti dei pazienti.
    "Quando si affrontano patologie croniche che iniziano già nei primi anni di vita - spiega Irene Samperi, endocrinologa componente della commissione Linee Guida Ame - è fondamentale avere indicazioni condivise, basate sulle migliori evidenze scientifiche, che aiutino i clinici nella gestione quotidiana e garantiscano pari accesso alle cure". (ANSA).