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Bambini e adolescenti con identità di genere e orientamenti sessuali Lgbtqia+ spesso sperimentano stigma e discriminazioni che possono incidere sull'autostima e sulla fiducia nei confronti degli adulti. Da questa consapevolezza nasce "Oltre lo sguardo", la prima guida dedicata all'identità di genere e all'orientamento affettivo e sessuale nei percorsi di cura pediatrici: dalla check list dell'ambulatorio accogliente ai libri consigliati, passando per la scelta delle parole giuste. A metterla a punto, sono laSocietà Italiana di Pediatria e l'Associazione Culturale Pediatri.
Uno studio pubblicato sulla rivista 'Pediatrics' stima che i giovani che non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita possano rappresentare fino al 10% degli adolescenti. In Italia le rilevazioni Ipsos indicano che il 9% si identifica come Lgbt+. Nonostante i numeri, persistono ancora stigma, discriminazioni e forme di violenza. Secondo il report 2024 di Gay Help Line, il coming out in famiglia ha determinato una risposta violenta nel 32% dei casi seguiti dal servizio; nel 27% dei casi le vittime erano minori tra gli 11 e i 18 anni.
La letteratura evidenzia che, quando non accolti nei contesti familiari e sociali, questi ragazzi presentanomaggiore vulnerabilità psicologica, con aumento del rischio di isolamento e atti di autolesionismo. "Le persone con identità di genere e orientamenti sessuali minoritari non sono casi clinici: sono bambini e adolescenti che vivono e crescono nonostante contesti sociali complessi e a volte ostili", spiegano i presidenti Sip e Acp, Rino Agostiniani e Stefania Manetti. Il documento offre a medici, genitori e insegnanti strumenti scientifici e culturali per accompagnarli.
Particolare attenzione è dedicata al linguaggio: no a stereotipi, etichette e definizioni stigmatizzanti, che possano lasciare un segno. Espressioni come "È solo una fase" o"Sei troppo piccolo per saperlo",spiegano gli esperti, rischiano infatti di trasmettere svalutazione o senso di inadeguatezza.
L'associazione ProVita passa all'attacco, puntando il dito contro la guida: "Se un bambino di 3 anni dice di sentirsi una bambina, i pediatri italiani devono favorire la sua transizione di genere col cambio del nome e la carriera alias a scuola? Questa - afferma in una nota Jacopo Coghe, portavoce diProVita & Famiglia - è una delle follie contenute nella guida "Oltre lo sguardo" sulla varianza di genere".


