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E' alto il livello della ricerca in Italia, ma occorrono più risorse e più attenzione alla qualità di vita dei pazienti, che è 'misurata' solo nel 34% dei centri. Le procedure operative standard garantiscono infatti la qualità delle sperimentazioni, ma soltanto nel 40% delle strutture sono presenti data manager strutturati. Meno del 70% può contare sull'assistenza domiciliare: è presente nell'80% delle strutture al Nord ma solo nel 42% al Sud. . E' il quadro che emerge dall'Annuario dell'Oncologia Italiana 2026, realizzato dalla Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Ficog (Federazione Gruppi oncologici), presentato a Chicago nella conferenza di Aiom al Congresso mondiale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO).
Ma l'oncologia nel nostro Paese vede anche progressi importanti rispetto al passato. I servizi di supporto psiconcologico sono presenti in quasi il 90% dei centri (88,5%), anche se solo il 60% è dotato di uno psicologo 'dedicato' ai pazienti oncologici. Il 93% ha l'anatomia patologica, l'88% una nutrizione clinica di riferimento e il 72% un laboratorio di biologia molecolare diagnostica. La qualità degli studi è garantita, nel 64% dei casi, da procedure operative standard.
Però è necessario ridurre gli ostacoli e i tempi di avvio delle sperimentazioni. Oggi possono servire oltre 4 mesi per la firma del contratto che consente di iniziare uno studio.
"Qualità dell'assistenza e ricerca sono strettamente legate - spiega Massimo Di Maio, presidente nazionale Aiom -.
Oggi ad esempio nell'ambito della ricerca pochi ospedali adottano i Pro, i Patient-Reported Outcome, misure di monitoraggio sistematico dei sintomi da parte dei pazienti. Sono strumenti importantissimi nella valutazione dei trattamenti anticancro e della qualità di vita, ma sono necessari risorse e personale da dedicare a questa attività. Serve più attenzione anche a temi che influenzano la qualità della vita, perché connessi alla progettualità dopo il cancro, come la possibilità di avere un figlio al termine delle cure, ma solo il 22% delle strutture è dotato di un centro per la preservazione della fertilità".
Inoltre, afferma la presidente eletta Aiom Rossana Berardi, "in Italia, nonostante l'entrata in vigore del Regolamento Europeo, l'iter di approvazione delle sperimentazioni cliniche continua a presentare criticità significative, soprattutto sul piano amministrativo. In molti casi, infatti, l'attivazione dei centri richiede ancora tempi molto lunghi. Queste difficoltà rischiano di compromettere la competitività e l'attrattività del nostro Paese, oltre a limitare o ritardare l'accesso dei pazienti italiani a studi clinici innovativi e a nuove opportunità terapeutiche. Per questo motivo è fondamentale promuovere un concreto processo di semplificazione amministrativa e organizzativa".
Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, nella prefazione al lavoro, sottolinea come "da medico e da rappresentante delle Istituzioni, ritengo fondamentale porre al centro delle priorità la ricerca, snodo fondamentale per assicurare le migliori opportunità di cura ai cittadini".


