(ANSA) - CHICAGO, 29 MAG - "E' la dimostrazione che lo stile di vita non è un complemento accessorio della cura oncologica, ma una sua parte integrante". Così Michelino De Laurentiis, direttore del dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare dell'Istituto dei tumori di Napoli , commenta lo studio presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), di cui è autore senior, che evidenzia come un regime giornaliero basato sull'adozione di una dieta mediterranea a basso indice glicemico, camminata veloce quotidiana di 30 minuti e integrazione orale di vitamina D ha portato a minori recidive nelle donne con tumore al seno ormono-positivo, perdita di peso e riduzione della prevalenza della sindrome metabolica.
"Lo studio dimostra che un programma strutturato di dieta mediterranea a basso indice glicemico, attività fisica regolare e adeguato apporto di vitamina D - spiega De Laurentiis - produce benefici cardiometabolici concreti nelle donne operate per tumore del seno: riduzione del peso, dell'indice di massa corporea e soprattutto della sindrome metabolica, che oggi rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le complicanze a lungo termine in queste pazienti. Il dato sulla riduzione delle recidive osservato tra le donne più aderenti al programma è uno spunto importante, che meriterà conferma in studi futuri. Ed è significativo che a dimostrarlo sia stato uno studio nato e coordinato in Italia, nella cornice culturale della dieta mediterranea".
Lo studio si inserisce in un filone di ricerca sempre più rilevante: man mano che i tumori del seno si curano con maggiore efficacia, la qualità della vita dopo la malattia, e in particolare la prevenzione delle complicanze cardiometaboliche legate ai trattamenti, diventa un obiettivo centrale dell'assistenza. L'intervento proposto, rilevano i ricercatori, "è sicuro, sostenibile e a basso costo, e potrebbe entrare a far parte dei percorsi assistenziali standard delle pazienti operate per tumore del seno". (ANSA).
Oncologo, lo stile di vita è parte integrante della cura
29 maggio 2026 • 06:41

