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(ANSA) - ROMA, 04 AGO - "È stato finalmente emanato dal ministero dell'Università e della Ricerca il decreto di ripartizione dei posti tra le scuole di specializzazione di area sanitaria. Si completa così l'iter che sblocca una situazione di stallo che aveva tenuto in sospeso migliaia di aspiranti specializzandi e che era stata, già lo scorso aprile, denunciata dalla Commissione Albo Odontoiatri nazionale e dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri con una nota indirizzata alla ministra dell'Università Anna Maria Bernini, al ministro della Salute, Orazio Schillaci e al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti".
Così Andrea Senna, presidente della Commissione Albo odontoiatri (Cao) nazionale. Senna, insieme al presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, aveva indirizzato ai tre ministri una lettera, chiedendo di attivare al più presto le scuole di specializzazione in ambito odontoiatrico per l'anno accademico 2025- 2026, che risultavano bloccate per ragioni amministrative.
La legge di Bilancio del 2025 aveva infatti finalmente disposto che agli specializzandi di area sanitaria fosse corrisposta una borsa di studio. Perché il provvedimento fosse operativo, era però necessario un ulteriore passaggio: un decreto attuativo, da emanarsi da parte del presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell'Università e della ricerca, di concerto con il ministro della Salute e con il ministro dell'Economia e delle finanze. Dpcm prontamente pubblicato nemmeno un mese dopo, il 20 maggio.
"Ora - spiega Senna - questo ulteriore tassello, vale a dire il decreto appena pubblicato dal Mur, concretizza il tutto e pone la parola 'fine' a questa situazione paradossale, che aveva creato disagi non solo ai colleghi in attesa di specializzarsi, ma all'intero Servizio sanitario nazionale, e quindi ai pazienti". "Alla soddisfazione per le risposte del Governo si mescola tuttavia il rammarico per criticità rimaste irrisolte - osserva Senna -: l'importo esiguo delle borse, il loro numero limitato e l'assegnazione in base a un reddito sotto la soglia di rischio povertà. L'auspicio è che questo sia solo il primo passo per una completa equiparazione delle specialità a quelle di area medica". (ANSA).


