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BOLZANO. L’Ordine della Professione dell’Ostetrica di Bolzano esprime «profonda preoccupazione e ferma opposizione» rispetto all’emendamento approvato dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che estende alle scuole secondarie di primo grado il divieto di progetti di educazione affettiva e sessuale.
La nota diffusa dall’Ordine definisce la misura una “grave limitazione” al diritto all’educazione e alla salute dei giovani e un passo in contrasto con le linee guida internazionali di Unesco, Who e Unicef, che considerano l’educazione sessuale un pilastro della salute pubblica e della costruzione di società consapevoli.
In Alto Adige, le ostetriche collaborano da anni con altri professionisti in percorsi dedicati agli studenti delle scuole medie, offrendo interventi basati su evidenze scientifiche e calibrati sull’età dei ragazzi. L’Ordine rivendica l’efficacia di questi programmi, sottolineando come abbiano contribuito nel tempo a rafforzare competenze relazionali, capacità di autoconsapevolezza e strumenti di prevenzione.
Secondo l’Ordine, un blocco generalizzato dei percorsi rischia di indebolire politiche scolastiche inclusive e di allontanare la scuola dalla sua funzione di tutela del benessere psicofisico degli studenti. La posizione è netta: «Educare significa prevenire. Informare significa proteggere. Accompagnare significa costruire una società migliore».
Ora l’Ordine ribadisce l’impegno a difendere il diritto dei giovani a ricevere una formazione completa, in linea con i principi costituzionali e con le raccomandazioni degli organismi internazionali.


