(ANSA) - ROMA, 26 MAR - "Estendere la fascia di competenza della pediatria di famiglia fino ai 18 anni aprirebbe nuove importanti prospettive a tutela del benessere dei ragazzi e delle famiglie. Gli adolescenti restano infatti la 'terra di mezzo' dell'assistenza sanitaria, proprio nella fase in cui aumentano fragilità e bisogni di salute". A sostenerlo, Antonio D'Avino, presidente nazionale della Fimp (Federazione italiana medici pediatri), in apertura del 52/esimo Congresso nazionale sindacale della federazione, in corso a Roma fino a domenica.
    "L'adolescenza è un passaggio complesso, caratterizzato da vulnerabilità biologiche, psicologiche e sociali, in cui si concentrano fragilità emotive, difficoltà identitarie e comportamenti a rischio - prosegue D'Avino -. Oggi la transizione alla medicina dell'adulto è spesso disorganizzata e può tradursi in discontinuità assistenziali e abbandono dei percorsi di cura. Il pediatra di famiglia è il riferimento più adeguato: conosce il paziente fin dall'infanzia, intercetta precocemente i segnali di disagio e accompagna la crescita anche sul piano educativo e relazionale".
    A rendere ancora più urgente il tema è il cambiamento dei bisogni di salute: disturbi psicologici e dell'umore, comportamenti a rischio legati all'uso di alcol e droghe, disturbi alimentari, ritiro sociale, rapporto problematico con il web e i social, oltre all'aumento di patologie croniche come l'obesità. A questi fattori si aggiunge un elemento strutturale: il calo della natalità, che sta ridisegnando il fabbisogno assistenziale sul territorio. In questo scenario - secondo la Fimp -, l'estensione dell'assistenza pediatrica fino ai 18 anni rappresenta non solo una risposta ai nuovi bisogni degli adolescenti, ma anche una leva di sostenibilità, valorizzando competenze già presenti e adattandole ai cambiamenti socio-demografici.
    "La proposta della Fimp si inserisce in una visione più ampia di rafforzamento della medicina territoriale e delle cure primarie pediatriche, con l'obiettivo di costruire un sistema più equo, accessibile e capace di rispondere ai cambiamenti in atto - conclude D'Avino -. Ci auguriamo che possa trovare spazio già nell'atto di indirizzo del nuovo Accordo collettivo nazionale (Acn) per il triennio 2025-2027 della pediatria di libera scelta". (ANSA).