Nel biennio 2024 - 2025 ci sono stati 604 decessi per annegamento in Italia (263 nel 2024 e 341 nel 2025) e i maschi rappresentano l'80,7% dei casi. La media è in linea con quella dei dati Istat degli ultimi 20 anni. Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con più di 65 anni, circa 23% bambini e giovani fino a 24 anni mentre per il 3% di casi non è stato possibile risalire all'età. Sono alcuni dei dati dell'ultimo rapporto 2026 dell'Osservatorio del ministero della Salute per la prevenzione degli annegamenti, realizzato con il coordinamento dell'Istituto superiore di sanità, anticipati dal Sindacato italiano balneari.
Nelle spiagge libere si registra circa il doppio (37,4%) di incidenti rispetto a quelle in concessione (19,6%). I decessi per annegamento avvengono principalmente per malore (44,9), o caduta (27,1), ritorno impedito (9,9), mare mosso (8,5) altro (9,6). Le vittime sono principalmente italiani (53%), gli immigrati rappresentano il 22,9 % dei casi (percentuale ben maggiore rispetto a quella che i migranti ricoprono nella popolazione) mentre il 10,3% sono turisti stranieri in vacanza in Italia. (ANSA).
   

"Una ulteriore conferma dell'importanza della balneazione attrezzata italiana è riportata nell'ultimo Rapporto 2026 dell'Osservatorio del ministero della Salute per la prevenzione degli annegamenti": a sottolinearlo è Antonio Capacchione, presidente del Sib-Fipe, il sindacato balneari aderente a Confcommercio.
Nel Report pubblicato dall'Osservatorio (al quale partecipano importanti istituzioni pubbliche come Iss, Ispra, Comando generale delle Capitanerie di porto, università) si sottolinea che "le spiagge libere, con circa il doppio di incidenti (37,4%) rispetto a quelle in concessione (19,6%), rappresentano un elemento centrale di criticità". Questo è dovuto, principalmente, sottolinea il Sib
, "all'assenza nelle spiagge libere di un servizio di sorveglianza e di segnaletica, (cartellonistica e bandiere), che, invece, è ben presente negli stabilimenti balneari".
"Questo Report conferma l'importanza della balneazione attrezzata italiana realizzata da decine di migliaia di aziende che hanno creato un modello di successo che il mondo ci invidia - continua Capacchione -. Siamo un esempio da imitare anche per la tutela della pubblica incolumità e per contrastare il triste fenomeno degli annegamenti in mare, che in Italia rappresentano il 46% del totale, e che colpiscono, soprattutto, italiani (53%), anziani ultrasessantacinquenni (40,2%), prevalentemente di genere maschile (80,7%)".
Nel Report viene messo in evidenza che "il fenomeno si è ridotto in maniera esponenziale per il diffondersi della balneazione attrezzata, passando dai circa 1400 degli anni '60, ai 300 degli ultimi decenni. Le cause principali riscontrate recentemente sono per malore (44,9%) o caduta (27,1%) e solo in pochi casi (8,5%) a causa del mare mosso".
"Per contribuire ad una ulteriore diminuzione del fenomeno, ma anche a tutela dell'incolumità degli assistenti bagnanti, condividiamo le raccomandazioni dell'Osservatorio e, in modo particolare, per la proposta di sanzioni per comportamento imprudente degli utenti nel caso in cui fanno il bagno con bandiera rossa", conclude il presidente nazionale del Sindacato Italiano Balneari.