(ANSA) - TRIESTE, 19 SET - "Bisogna parlarne e capire ma a casa e in famiglia, non in tv", considerando che "noi adulti abbiamo sdoganato la violenza: in politica, guerre, uccisioni dei bambini e individualismo. Questo forse influenza. Ci comportiamo come se la morte fosse normalizzata". E' il commento, in generale, all' episodio dell'accoltellamento di una professoressa ieri da parte di un adolescente, a Roma, dello psicoterapeuta Matteo Lancini.
    Lancini, presidente della fondazione Minotauro, è intervenuto a pordenonelegge per presentare il suo ultimo libro. "La legge minorile italiana è avanzatissima - ha spiegato - vengono a studiarla da tutto il mondo, ogni settimana dal Giappone e dagli Stati Uniti un po' come accade per gli asili di Reggio Emilia.
    Io non giustifico niente, anzi la legge per aiutare questo ragazzo andrà avanti - ha proseguito - Questo ragazzo non avrà una vita come se non fosse successo niente. Credo ci sia oggi una enorme difficoltà nella complessità dovuta alla nostra fragilità ad accettare che un tredicenne che compie un gesto del genere sia un tredicenne che non ha espresso le emozioni in altro modo". Però, "non dimentichiamoci che la modalità elettiva per esprimere il disagio degli ultimi anni è contro di se". Le vere emergenze delle "neuropsichiatrie del mondo sono legate al ritiro sociale maschile: il famoso fenomeno dell'hikikomori è l'equivalente del disturbo alimentare". Lancini si è poi soffermato sul suicidio: "Non ne parliamo per poi dire che i ragazzi si suicidano per l'IA. Invece dovremmo parlarne a scuola e in famiglia, visto che è la modalità di esprimere il disagio".
    Queste forme di violenza sono "emozioni che non hanno trovato linguaggio", modalità meno devastanti di esprimersi. Continuiamo a pensare che "se parliamo di suicidio allora i ragazzi lo fanno, invece è il contrario", ha concluso. (ANSA).