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(ANSA) - BOLOGNA, 28 AGO - Un intervento al pericardio, il 'sacco' che riveste il cuore, molto raro e soprattutto dagli spazi millimetrici, è stato eseguito all'ospedale Maggiore di Parma su un neonato prematuro di appena un chilo di peso. Il piccolo è stato così tratto in salvo. La rara e delicata emergenza è stata raccontata dalle aziende sanitarie di Parma.
Il piccolo aveva compiuto 28 settimane di gestazione, poco più di sei mesi e mezzo, quando è venuto alla luce. Pesava appena un chilogrammo e, come molti neonati estremamente prematuri, aveva bisogno di cure specialistiche. Era ricoverato in Terapia intensiva neonatale dell'ospedale dei Bambini di Parma e rispondeva bene alle cure, quando, nel corso di una notte, la situazione è precipitata rapidamente, spiegano le aziende sanitarie. Erano circa le due quando il neonatologo di turno, Antonio Di Peri, si è trovato di fronte a una situazione critica: il piccolo era improvvisamente entrato in una bradicardia estrema, con il cuore che batteva sempre più lentamente. È emerso che il piccolo aveva una quantità di liquido nella sottile cavità che circonda il cuore, il pericardio. Il bimbo peggiorava velocemente e così è stata messa in atto la procedura da parte di medici e infermieri della terapia intensiva neonatale e della neonatologia. Sotto guida ecografica, il dottor Di Peri ha eseguito la pericardiocentesi, aspirando circa 10 millilitri di liquido pericardico. "La manovra è stata eseguita con calma, precisione e risolutezza - aggiunge la direttrice della Neonatologia Serafina Perrone - Dieci millilitri rappresentano un volume significativo per un neonato di poco più di un chilogrammo, ma una quantità minima per chi deve eseguire la procedura". La risposta è stata immediata: il cuore ha progressivamente ripreso a battere in modo normale e le condizioni del neonato si sono stabilizzate.
"Quello che è successo rappresenta bene cosa significa essere un Centro hub - conclude Perrone - Non possiamo sapere quando si presenterà un'emergenza così rara, né quale professionista sarà chiamato ad affrontarla. Possiamo però fare in modo che le competenze necessarie siano diffuse, mantenute nel tempo e disponibili in qualsiasi momento". (ANSA).


