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Riccardo Bonadonna è il nuovo presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid) per il prossimo biennio. Il suo mandato si apre in una fase di straordinaria trasformazione della diabetologia, segnata dall'arrivo di farmaci sempre più efficaci, dall'evoluzione delle tecnologie per la gestione della malattia e dalle prospettive aperte dalla medicina di precisione e dalle terapie cellulari. Progressi che, si legge in una nota della Sid, promettono di cambiare radicalmente la vita delle persone con diabete, ma che pongono anche nuove sfide in termini di accessibilità, equità e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
"È una stagione di grandi opportunità - afferma Bonadonna, che è professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso le Università di Verona e Parma - ma anche di nuove responsabilità nei confronti dei pazienti e della collettività. La diffusione del diabete e delle sue complicanze rappresenta una sfida enorme per la sostenibilità del nostro sistema sanitario e del welfare. Nostro compito sarà fare in modo che il progresso scientifico si traduca in benefici concreti per tutte le persone con diabete". Equità nell'accesso alle cure, ricerca indipendente e investimenti nella diabetologia sono i pilastri programmatici della presidenza Bonadonna. Uno sguardo particolare sia al diabete di tipo 1 che in quello di tipo 2: Quest'ultimo e l'obesità, continua il neo-presidente Sid, "non possono essere affrontati esclusivamente attraverso le scelte individuali", ma adottando "politiche pubbliche verso modelli di società che rendano più facile, per tutti, vivere in salute". Quanto al diabete di tipo 1, le innovazioni in arrivo, conclude, "non devono diventare una barriera al diritto alla cura". Bonadonna prende il posto di Raffaella Buzzetti, che ha guidato la Sid nell'ultimo biennio e viene nominata presidente della Fondazione Diabete Ricerca della Sid.


