Richiami alimenti per l’infanzia: allerta cereulide tra Italia e Austria
Il Centro Tutela Consumatori Utenti segnala una serie di richiami di alimenti per l’infanzia legati a una possibile contaminazione della pericolosa tossina. Risultano coinvolti diversi marchi, con numerosi lotti richiamati nelle ultime settimane. L’invito ai genitori è a controllare lotto e scadenza e a non usare i prodotti interessati
BOLZANO. Il Centro Tutela Consumatori Utenti informa sui richiami attualmente in corso nel settore degli alimenti per l’infanzia, disposti in diversi Paesi, Italia compresa, per una possibile contaminazione da cereulide. La cereulide è una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus: l’ingestione attraverso gli alimenti può provocare nausea e vomito anche dopo poco tempo.
Secondo quanto finora noto, la contaminazione sarebbe riconducibile a un olio vegetale fornito da un’azienda cinese e utilizzato come ingrediente nella produzione di alimenti per l’infanzia. In Italia, alla data dell’11 febbraio 2026, risultano oggetto di richiamo diversi prodotti, tra cui 11 a marchio Aptamil (anche Aptamil Profutura) e 4 a marchio Mellin di Danone, oltre a vari prodotti Nestlé (tra cui Nan, Pre-Nan, Nidina e Alfamino) e altri marchi.
Il Ctcu invita i genitori a verificare attentamente numero di lotto e data di scadenza. I dettagli completi sono pubblicati sul sito del Ministero della Salute, nella sezione dedicata ai richiami degli operatori. Per chi ha acquistato prodotti anche in Austria, il Centro segnala di controllare pure gli avvisi dell’agenzia austriaca Ages, dove risultano richiamati ulteriori prodotti a marchio Aptamil, Milumil, Beba e Alfamino.
I prodotti appartenenti ai lotti interessati non devono essere utilizzati e vanno restituiti al punto vendita, con diritto a sostituzione o rimborso limitato ai lotti richiamati. Il Centro ricorda che, oltre una certa concentrazione, la cereulide può causare vomito e diarrea, con sintomi che in genere compaiono tra 30 minuti e sei ore e tendono a risolversi entro 24 ore. La tossina è termoresistente e non viene eliminata con la bollitura: in caso di sintomi, si consiglia di contattare il pediatra e, se molto intensi, di rivolgersi al pronto soccorso.