(ANSA) - BOLOGNA, 06 OTT - "Per garantire la rete di servizi sanitari locali i fondi nazionali sono essenziali per tutte le Regioni. Ad oggi in Emilia-Romagna sono 49 le Aft attive, punto di riferimento per i problemi non urgenti, con almeno una struttura per distretto aperta 6 giorni su 7. In questo modello, la Casa della comunità rappresenta la porta d'ingresso ai servizi territoriali, mentre le Aft garantiscono la presenza della medicina generale in modo capillare e coordinato". È il nuovo assetto della sanità territoriale ricapitolato oggi dall'assessore dell'Emilia-Romagna alle politiche per la Salute Massimo Fabi.
    "Gli ospedali di comunità - ha aggiunto - accoglieranno chi non può essere curato a casa ma non ha ancora bisogno di un reparto ospedaliero per acuti e le centrali governeranno le transizioni fra i diversi nodi territoriali fino all'assistenza domiciliare".
    Rispondendo alla domanda del consigliere civico Riccardo Gordini, Fabi ha ricordato inoltre che la Regione "ha programmato e avviato 166 Case della comunità, 41 Ospedali di comunità e 47 Centrali operative territoriali. La sfida attuale riguarda la loro piena operatività". "L'evoluzione demografica in atto impone un profondo cambiamento dell'assistenza sanitaria - conclude Fabi - caratterizzata oggi da un minor numero di episodi acuti e da un aumento delle condizioni di lunga durata da accompagnare nel tempo. Per questo motivo servono reti capaci di adattarsi a bisogni che evolvono e che si distribuiscono in modo differenziato sui territori". (ANSA).