BOLZANO. La Provincia autonoma di Trento si conferma tra i territori con la sanità migliore d'Italia, mentre la Provincia autonoma di Bolzano resta nelle retrovie e continua a evidenziare criticità nell'area della prevenzione. È quanto emerge dal Nuovo sistema di garanzia del Ministero della Salute, che monitora i Livelli essenziali di assistenza (Lea) con i dati riferiti al 2024.

La graduatoria vede al primo posto il Veneto con 288 punti, seguito da Emilia-Romagna (282) e Toscana (280). La Provincia di Trento è quinta con 271 punti, preceduta solo dal Piemonte (272) e davanti alla Lombardia (270).

La Provincia di Bolzano si colloca invece al diciassettesimo posto con 206 punti, davanti soltanto a Basilicata (205), Sicilia (196), Molise (192) e Calabria (189). Inoltre, insieme alla Sicilia, è una delle sole due realtà italiane a non raggiungere la soglia di sufficienza nell'area della prevenzione.

Il sistema del Ministero valuta la qualità dell'assistenza sanitaria attraverso 88 indicatori, suddivisi nelle tre macroaree di prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Tra gli aspetti presi in esame figurano la copertura vaccinale, i tempi di intervento dei soccorsi, l'appropriatezza delle prescrizioni, la mortalità per ictus e il ricorso ai parti cesarei.

Nel complesso il Ministero evidenzia un miglioramento del sistema sanitario nazionale: le Regioni e Province autonome che non raggiungono i livelli minimi in almeno una delle tre aree passano da otto a tre. Oltre a Bolzano e Sicilia, che mostrano criticità nella prevenzione, resta sotto la soglia soltanto la Calabria nell'assistenza territoriale. Tutte le altre amministrazioni superano i livelli minimi previsti in ciascuna area.