(ANSA) - ROMA, 20 GIU - Ogni anno in Italia circa 5 mila persone si ammalano di sarcoma, un tumore raro caratterizzato da estrema eterogeneità, con almeno 100 varianti. A fronte di tanta variabilità, oggi per questi pazienti sono disponibili solo circa 20 farmaci. La scarsa disponibilità di trattamenti è legata alle caratteristiche di questi tumori ma anche ai limiti del processo regolatorio. Per questa ragione, gli esperti dell'Italian Sarcoma Group, nel corso di un incontro a Milano, auspicano che venga colta l'opportunità offerta dalla "New Pharma Legislation", la revisione delle regole sui farmaci in Europa, che introdurrà la possibilità che anche gli studi accademici possano portare all'approvazione di nuovi farmaci.
    "Per ottenere l'approvazione europea dei farmaci da parte dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema) sono necessari studi sponsorizzati da aziende farmaceutiche", dice Silvia Stacchiotti, presidente dell'Italian Sarcoma Group e oncologa all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Tuttavia, "da una parte, a causa della rarità della malattia è difficile condurre studi con le caratteristiche richieste per le neoplasie frequenti, dall'altro vi è lo scarso interesse delle aziende farmaceutiche in queste aree terapeutiche. Da qui le pochissime molecole a oggi disponibili", aggiunge.
    Qualche settimana fa, per esempio, al congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (Asco) uno studio promosso dalla Sarcoma Alliance for Research through Collaboration ha mostrato l'efficacia di un farmaco nel raro liposarcoma dedifferenziato avanzato o metastatico. In Usa il farmaco è stato subito inserito nelle linee guida, in Europa non è al momento possibile.
    "La 'New Pharma Legislation' cambia radicalmente le prospettive perché permette anche all'accademia di chiedere a Ema l'approvazione di un farmaco in base ai risultati di studi no profit", aggiunge Stacchiotti. "Siamo certi di poter proseguire la proficua collaborazione fra Italian Sarcoma Group e l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) avviata in questi anni, istituendo un tavolo di lavoro perché la nuova norma europea sia recepita in Italia dando spazio alla ricerca indipendente", conclude. (ANSA).