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"L'infanzia non è una fase di passaggio, ma una dimensione autonoma, con diritti che vanno riconosciuti e tutelati. In una società che fatica a mettere i bisogni dei più piccoli al primo posto, la pediatria si conferma un presidio medico e culturale di grande rilievo, che non si limita a curare, ma interpreta i bisogni evolutivi e fa da ponte tra il mondo dei bambini e quello degli adulti. In questo contesto, la riforma della medicina territoriale che stiamo portando avanti prevede anche una misura che considero davvero strategica: l'estensione dell'assistenza del pediatra di libera scelta fino ai diciotto anni di età". Lo dichiara il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un messaggio letto in occasione della Giornata nazionale della pediatria promossa dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute.
"Una scelta chiara, che mette al centro la continuità assistenziale lungo tutta l'età evolutiva e supera un meccanismo che, fino ad oggi, rischiava di interrompere percorsi di cura in una fase delicata della crescita", aggiunge Schillaci. Una proposta che secondo il ministro, "guarda con attenzione ai nostri ragazzi, alle loro famiglie, mettendo al centro il benessere dei più giovani e l'esigenza di accompagnarli in modo coerente per tutta la fase della crescita".
"Ogni cambiamento richiede confronto e ascolto e le osservazioni che emergeranno saranno tenute nella dovuta considerazione - prosegue Schillaci -. Ringrazio la Società italiana di pediatria per il contributo costruttivo e per le posizioni espresse sin qui sulla mia proposta, che evidenziano come questa misura possa rafforzare la presa in carico dei bambini e degli adolescenti all'interno di un sistema più integrato". "Sono certo - conclude il ministro - che il confronto di oggi contribuirà a consolidare il dialogo tra professionisti, istituzioni e comunità, affinché la voce dei più giovani trovi spazio nelle scelte sanitarie e sociali della nostra nazione".


