(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Il monossido di carbonio, secondo alcune stime, provoca ogni anno solo in Italia tra i 350 e i 600 decessi, con oltre 6mila ricoveri ospedalieri e l'80% delle intossicazioni che si verifica tra le mura domestiche.
    A ricordarlo sono gli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che lanciano l'allarme dopo la nuova tragedia avvenuta in una baita in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, dove una persona è morta e altre cinque sono rimaste intossicate.
    Il monossido di carbonio (CO) è particolarmente insidioso poiché è un gas incolore e inodore in grado di provocare a concentrazioni eccessive la morte quasi immediata - spiega Sima - Si tratta di un gas da combustione emesso dai motori a benzina, fornelli, generatori, lampade a gas, radiatori portatili a kerosene e a gas, caldaie, scaldabagni, caminetti e stufe a legna o a gas. Una volta inalato, il CO si lega all'emoglobina con un'affinità oltre 200 volte superiore rispetto all'ossigeno, formando carbossiemoglobina e compromettendo la capacità del sangue di acquisire e trasportare ossigeno, con conseguente ipossia tissutale.
    "La severità delle manifestazioni cliniche da intossicazione da CO dipende dalla sua concentrazione nell'aria inspirata, dalla durata dell'esposizione e dalle condizioni di salute delle persone coinvolte - afferma il presidente Alessandro Miani - Particolarmente suscettibili sono gli anziani, le persone con affezioni dell'apparato cardiovascolare e respiratorio, le donne in stato di gravidanza, i neonati ed i bambini in genere".
    Per evitare incidenti e casi di intossicazione è fondamentale sottoporre a manutenzione periodica gli impianti di riscaldamento delle abitazioni, spegnere i motori degli autoveicoli quando si staziona all'interno di spazi chiusi, non usare mai in ambienti chiusi sistemi di cottura progettati per l'utilizzo all'aria aperta. Può essere inoltre utile dotare le abitazioni private di sistemi di allarme in grado di rilevare la presenza di CO. (ANSA).