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Ospedali in affanno d'estate. Per coprire la riduzione del personale medico, già carente durante tutto l'anno e ancor di più in agosto a causa delle assenze di colleghi in vacanza, si ricorre di più a gettonisti, pensionati e ferie saltate. Mentre di pari passo aumentano gli accessi in pronto soccorso. A spiegarlo èPierino Di Silverio, segretario del sindacato Anaao Assomed. Situazione simile per gli infermieri, tra cui, per coprire le carenze estive, si ricorre a doppi turni e riposi saltati.
Nei mesi mesi più caldi, spiega all'ANSA il sindacalista, "gli accessi al pronto soccorso aumentano di almeno il 15%, soprattutto per malati cronici e anziani, che restano soli in città spesso senza il riferimento dei familiari. Di pari passo il personale diminuisce in media fino al 20% per le ferie". Ma questa situazione si innesta su una carenza di organico già strutturale: nel 70% dei pronto soccorso manca una quota significativa di medici, con scoperture che vanno dal 25% fino al 70% dell'organico previsto, sottolinea Di Silverio. La soluzione tampone, prosegue, "è un maggior ricorso all'utilizzo del personale esterno, pensionati e gettonisti, per coprire i turni". A pesare è anche la gestione dei riposi: "aumentano i medici costretti a saltare o posticipare le ferie. Quasi mai quelle maturate vengono completamente fruite: la quota utilizzata si aggira intorno al 60%".
Criticità simili per gli infermieri. "Con l'entrata in vigore dei piani ferie estivi - denuncia Claudio Delli Carri, segretario del sindacato Nursing Up Piemonte - la forza lavoro attiva nei turni si riduce mediamente del 25-30%. Per mantenere aperti i servizi, le aziende sanitarie sono costrette a chiedere prestazioni aggiuntive, straordinari e frequenti salti dei riposi per il personale in servizio, portando il carico di lavoro a livelli molto stressanti per chi è in turno". Ad aggravare i problemi c'è la riduzione estiva dei posti letto nei reparti di degenza ordinaria che porta al consueto accorpamento.
"Si fa fatica a ricoverare. Il risultato - chiarisce Enrico Boccone, segretario del Nursing Up Liguria - è l'aggravarsi del fenomeno del 'boarding': i pazienti nei Pronto soccorso stazionano sulle barelle anche per 48-72 ore in attesa di un ricovero". Condizioni che possono aggravare situazioni di tensione che spesso sfociano in vere e proprie aggressioni al personale sanitario.


