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(ANSA) - ROMA, 27 APR - "Disponibili al confronto ma servono soluzioni praticabili, sostenibili e attrattive per i medici": la riforma della medicina generale "non può e non deve passare tramite decreti legislativi ma solo attraverso la concertazione con i sindacati di settore". È quanto dichiarato in una nota dal Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) in riferimento al decreto sulla riforma della medicina territoriale che prevede l'inserimento dei medici di medicina generale nelle Case di comunità e la possibilità, su base volontaria, di un passaggio al rapporto di dipendenza con il Servizio sanitario nazionale.
"Il confronto aperto sul futuro della medicina generale può rappresentare un'opportunità importante per rafforzare l'assistenza territoriale", dichiara Angelo Testa, presidente nazionale del sindacato. "Per farlo, però, servono scelte realistiche, condivise e capaci di guardare anche alle nuove generazioni di medici". aggiunge.
Per Pasquale Orlando, segretario nazionale di Snami, "in questa fase la dipendenza non ci pare una soluzione concretamente percorribile", poiché "il sistema richiede gradualità, sostenibilità economica e attenzione agli equilibri organizzativi già esistenti".
"Ove vi sia la necessità di coprire posti alternativi o specifici fabbisogni assistenziali - aggiunge Fabrizio Valeri, vicepresidente nazionale di Snami - si possono valutare strumenti contrattuali sulla falsa riga della specialistica ambulatoriale, con impegno orario definito, tutele certe e flessibilità operativa".
Secondo Simona Autunnali, tesoriera nazionale del sindacato, "resta centrale il rafforzamento del modello convenzionato, con investimenti su studi medici, personale di supporto e semplificazione burocratica", mentre per Matteo Picerna, vicesegretario nazionale, "nessuna riforma sarà efficace se non saprà rendere la medicina generale una scelta professionale moderna e competitiva per i giovani colleghi".
(ANSA).


