La legge sulla privacy "sta ostacolando la ricerca e la prevenzione dell'obesità, impedendo la creazione di un registro epidemiologico efficace". Lo afferma la Società Italiana dell'Obesità (Sio), presente al Congresso europeo sull'obesità (Eco2026) in corso a Istanbul.
    "È assurdo che i medici di base non possano conferire dati anonimizzati per scopi di ricerca scientifica a causa di interpretazioni burocratiche della privacy - sottolinea il presidente Sio Silvio Buscemi -. Affrontare l'obesità, che colpisce 6 milioni di italiani, richiede un sistema di monitoraggio costante. Senza una misurazione semplice e applicabile, come il Bmi, e senza la possibilità di raccogliere questi dati, restiamo al buio, impossibilitati a valutare l'efficacia delle cure e delle politiche sanitarie. È come voler ridurre i consumi elettrici di un Paese senza poter leggere i contatori". Pertanto, concluide, "chiediamo alle Istituzioni di intervenire: meno burocrazia, più misurazioni".