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Cresce la spesa farmaceutica in Italia, raggiungendo i 39,3 miliardi di euro complessivi nel 2025, con un aumento del 6% rispetto all'anno precedente e per un totale di circa 1,9 miliardi di confezioni dispensate. Aumenta la spesa di tasca propria per pagare i nuovi antidiabetici e crescono a due cifre le prescrizioni di psicofarmaci per adolescenti e bambini. Mentre resta basso il consumo di farmaci equivalenti, ovvero a brevetto scaduto. A fotografare la situazione, il Rapporto OsMed 2025 sull'uso dei medicinali in Italia, pubblicato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). In totale circa 7 cittadini su 10 (66,9% degli assistiti) hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci. Entrando nello specifico, la spesa pubblica si è attestata sui 28,4 miliardi di euro (in crescita del 5,8% rispetto al 2024), pari al 72,2% della spesa farmaceutica complessiva. Allo stesso tempo, i costi a carico dei cittadini sono stati di 10,7 miliardi di euro, con un incremento del 7,5%, trainato dall'acquisto dei farmaci di classe 'A' acquistati privatamente (+16,2%), dei farmaci di fascia 'C' con ricetta (+7,4%) e di quelli di automedicazione (+6,5%).
Tra i medicinali per cui gli italiani sono più propensi a spendere di tasca propria, ci sono i farmaci antidiabetici innovativi, efficaci anche per l'obesità e la perdita di peso, come semaglutide e tirzepatide, per cui i consumi legati all'acquisto privato sono aumentati dell'85,7% e la spesa del 75,8%. Complessivamente per gli antidiabetici la spesa nel 2025 è ammontata a 1,59 miliardi di euro, con un incremento del 34,9% rispetto al 2024. Rilevante anche la spesa di compartecipazione, sostenuta dai cittadini per la quota eccedente il prezzo di riferimento dei farmaci a brevetto scaduto: è stata di 1,04 miliardi di euro, pari a 17,71 euro pro capite. Nel 2025, infatti, la quota dei farmaci equivalenti, ad esclusione di quelli che hanno goduto di copertura brevettuale, ha rappresentato solo il 23,5% della spesa e il 32% dei consumi, con l'Italia che vede ancora una bassa incidenza della spesa per questo tipo di farmaci rispetto agli altri Paesi europei.
Ed è nelle Regioni a minor reddito, come Calabria, Sicilia e Campania, che i cittadini pagano di tasca propria le cifre più alte (22,35 euro pro capite contro i 13,73 euro del Nord), indice anche di una resistenza a sostituire il farmaco di marca con il generico. Ma se per i farmaci equivalenti restano importanti margini di crescita, l'Italia conferma il primato europeo nell'impiego dei biosimilari, che raggiungono il 71,4% di consumi. Un capitolo del report riguarda la popolazione pediatrica, che evidenzia l'aumento del consumo di farmaci per il sistema nervoso centrale, principalmente di antiepilettici e psicofarmaci. Nel 2025, infatti, la prevalenza d'uso tra bambini e adolescenti ha raggiunto lo 0,64%, con una crescita del +12,1% nell'ultimo anno (circa 6,4 bambini su 1.000), confermando un trend che vede i consumi triplicati dal 2016. Gli incrementi più marcati riguardano i trattamenti per l'Adhd come il metilfenidato (+28,9%), gli antipsicotici atipici come aripiprazolo (+14,6%) e risperidone (+13,3%) e gli antidepressivi come la sertralina (+9,6%).


