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"Un passo significativo verso il riconoscimento della salute digitale come componente strutturale del Servizio sanitario nazionale" e "un passaggio importante per colmare un vuoto normativo in un ambito emergente": il direttore generale di Confindustria dispositivi medici Guido Beccagutti commenta così l'approvazione, alla Camera, del testo unificato della proposta di legge sulle terapie digitali, che riconosce le Digital Therapeutics (software, app e videogiochi a finalità terapeutica) come dispositivi medici basati su evidenze cliniche e soggetti a criteri di rimborso collegati ai Livelli essenziali di assistenza.
La pdl è in linea, precisa l'associazione di industriali, con quanto già avviene in Paesi come Germania, Francia e Belgio, che hanno definito percorsi dedicati di valutazione, accesso e rimborso per le terapie digitali. Per Beccagutti, "la proposta di legge promuove la presa in carico digitale del paziente e l'integrazione delle terapie digitali nel Servizio sanitario nazionale, ponendo le basi per un quadro regolatorio e di procurement organico, ispirato a principi di qualità, sicurezza ed equità di accesso alle cure. Era la cornice normativa necessaria per dare maggiore stabilità alle imprese, fiducia agli investitori e accesso concreto ai pazienti italiani".
Per l'associazione ora è nacessario "accelerare sull'attuazione della norma", perché "restano aperti alcuni nodi decisivi" come "la possibilità di rimborsare temporaneamente le terapie digitali prima del loro inserimento nei Lea per evitare anni di stallo applicativo; e la definizione di criteri valutativi uniformi a livello nazionale, valorizzando il ruolo di Agenas e garantendo ai pazienti un accesso equo sul territorio".
"Il rischio è che tecnologie sicure ed efficaci, già regolamentate a livello eurpeo, restino sottoutilizzate, con un impatto negativo sia sui pazienti sia sulla capacità di attrarre investimenti e innovazione - sottolinea Beccagutti -. Per questo auspichiamo che la legge sulle terapie digitali rappresenti il primo passo verso una strategia più ampia per l'integrazione dei dispositivi medici digitali nei percorsi di cura e assistenza del Ssn". (ANSA).


