BRUNICO. Fare più esami non significa automaticamente curare meglio. È questo il messaggio emerso dal Forum Salute Alto Adige, ospitato a Brunico, dove esperti dell’Azienda sanitaria hanno affrontato il tema dell’utilizzo appropriato degli strumenti diagnostici e del rischio legato alle sovradiagnosi.
 

Nel corso della serata informativa si è parlato di screening, prevenzione e del corretto impiego degli esami clinici. Il direttore sanitario Josef Widmann ha ricordato come l’obiettivo del Forum sia fornire ai cittadini informazioni affidabili e strumenti utili per orientarsi nelle scelte legate alla salute.
 

Patrizia Corazza, coordinatrice dell’Unità aziendale per la sorveglianza epidemiologica, ha spiegato che i programmi di screening seguono percorsi ben definiti e sono rivolti a gruppi specifici di popolazione senza sintomi. «I programmi di screening si rivolgono a gruppi di popolazione selezionati e senza sintomi, seguendo percorsi ben definiti», ha sottolineato, evidenziando che ulteriori esami, in assenza di precise indicazioni cliniche, non garantiscono automaticamente una maggiore sicurezza.
 

Il primario del Servizio di Radiodiagnostica di Brunico, Martin Karner, ha invece paragonato la medicina a una cassetta degli attrezzi: «Bisogna utilizzare lo strumento più adatto al singolo caso, non effettuare il maggior numero possibile di esami contemporaneamente». Un eccesso di indagini, ha spiegato, può aumentare l’ansia dei pazienti, generare ulteriori accertamenti e pesare sul sistema sanitario. L’indicazione emersa dagli esperti è chiara: puntare su una medicina basata su evidenze scientifiche e sulla fiducia tra medico e paziente.

(nella foto di Ivo Corrà, da sin. Josef Widmann, Patrizia Corazza, Federica Ferro e Martin Karner)