(ANSA) - ROMA, 29 SET - Testare l'efficacia di un farmaco innovativo nel ridurre il rischio di recidiva nelle donne con tumore del seno HR+/HER2− in stadio precoce. Questo l'obiettivo di una nuova sperimentazione clinica promossa da Fondazione Umberto Veronesi, che sarà condotta su oltre 500 pazienti provenienti da più di 30 centri, in collaborazione con l'Università di Harvard.
    Ogni anno in Italia vengono diagnosticati oltre 53.600 nuovi casi di tumore mammario. Di questi, circa il 70% rientra nella categoria dei carcinomi ormono-positivi HER2-negativi, un sottotipo che può andare incontro a recidive, anche tardive. La sperimentazione valuterà l'efficacia di un anticorpo coniugato, il trastuzumab deruxtecan, che ha già dimostrato di aumentare la sopravvivenza in caso di malattia in stadio avanzato. "Il nuovo progetto clinico consentirà di valutare l'efficacia del trastuzumab deruxtecan anche nelle pazienti con malattia in stadio precoce, con l'obiettivo di favorirne l'introduzione nella pratica clinica", sottolinea Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Veronesi e direttore del Programma di Senologia dello Ieo.
    L'obiettivo, aggiunge Carmine Valenza, oncologo presso l'Università di Harvard a Boston e coautore dello studio, "è verificare se il trattamento deruxtecan sia in grado di ridurre il rischio di recidiva e migliorare le prospettive di guarigione a lungo termine, contribuendo a personalizzare le terapie".
    Questa tecnologia, chiarisce Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione Sviluppo di nuovi farmaci all'Istituto Europeo di Oncologia, "combina la capacità di un anticorpo di riconoscere in modo selettivo le cellule tumorali con l'azione di un potente agente chemioterapico, che viene veicolato all'interno delle cellule cancerose, come un cavallo di Troia.
    Consente quindi di colpire il tumore in maniera più mirata".
    La strategia della Fondazione Veronesi, conclude Valentina Gambino, coordinatrice delle piattaforme di ricerca, "è puntare su progetti di medicina di precisione che sappiano sfruttare le caratteristiche molecolari di ogni tumore per personalizzare le cure, migliorando sopravvivenza e qualità di vita". (ANSA).