Una sopravvivenza del 79% (contro il 64% del placebo) a otto anni per i pazienti con una particolare forma di tumore al polmone è possibile grazie alla molecola osimertinib. A dimostrarlo, lo studio di fase 3 'Adaura', da cui è emerso anche come nella popolazione dell'analisi primaria, composta da pazienti con malattia in stadio II-IIIA, osimertinib abbia ridotto del 47% il rischio di morte rispetto al placebo.
    "I risultati dello studio Adaura" sui pazienti pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio precoce con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico, dopo resezione completa del tumore con intento curativo, "sono senza precedenti e mostrano i benefici significativi e a lungo termine grazie all'utilizzo precoce di osimertinib per tre anni dopo la chirurgia, con un miglioramento significativo della sopravvivenza globale - afferma Antonio Passaro, direttore della divisione di oncologia toracica all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano -. Osimertinib, disponibile in Italia dal 2022 nel trattamento adiuvante della malattia in stadio iniziale, ha rappresentato un vero e proprio cambio di paradigma, che ha visto l'introduzione della medicina di precisione in una popolazione di pazienti in cui l'intento dei trattamenti è la cura".