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In Italia si conferma il calo dei decessi per tumore della mammella, la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile. Grazie alla progressiva diffusione dei programmi di diagnosi precoce e ai continui avanzamenti terapeutici, la mortalità si è ridotta di circa il 6% nell'arco di cinque anni. Oggi la sopravvivenza netta a cinque anni supera l’88% a livello nazionale. Inoltre, i dati mostrano che nelle forme diagnosticate in stadio iniziale la sopravvivenza a cinque anni supera il 95%, con un miglioramento costante anche nelle fasi più complesse della malattia. In questo contesto si apre a Udine la 23/esima edizione di 'Focus sul carcinoma mammario', convegno nazionale che da oltre vent'anni rappresenta un appuntamento di riferimento per l'aggiornamento scientifico e clinico sulla patologia.
"Ogni anno in Italia i nuovi casi di tumore della mammella sono oltre 53.000, di cui circa 1.300 in Friuli Venezia Giulia ", afferma Fabio Puglisi, professore ordinario di oncologia medica dell'Università di Udine e direttore del dipartimento di oncologia medica dell'Irccs Cro di Aviano. "I progressi degli ultimi anni - prosegue - hanno portato a risultati molto incoraggianti: oggi la sopravvivenza netta a cinque anni supera l'88% a livello nazionale e si mantiene su valori analoghi anche nella nostra regione".
"Nel tumore della mammella in fase precoce - sottolinea Lucia Del Mastro, docente ordinaria e direttrice della Clinica di oncologia medica dell'Irccs Ospedale Policlinico San Martino, Università di Genova - si è consolidato il ruolo degli inibitori CDK4/6 in associazione alla terapia endocrina, con una significativa riduzione del rischio di recidiva e un beneficio anche in termini di sopravvivenza".
"Ulteriori informazioni fondamentali - prosegue Puglisi - provengono dalle analisi condotte direttamente sul tessuto tumorale mediante Next Generation Sequencing, una tecnologia che consente di indirizzare la scelta terapeutica verso trattamenti sempre più mirati e personalizzati". "Anche il trattamento chirurgico - sottolinea Samuele Massarut, direttore dell'oncologia chirurgica senologica del Cro di Aviano e coordinatore della Rete senologica del Friuli Venezia Giulia - è diventato nel tempo sempre più personalizzato e meno invasivo".


