(ANSA) - ROMA, 8 APR - In Italia, ogni giorno, 15 donne ricevono una diagnosi di tumore dell'ovaio. Un carcinoma che resta tra i più aggressivi in ambito ginecologico, con una sopravvivenza a cinque anni del 43%, ma per il quale crescono le opportunità di cura grazie ai progressi della ricerca e all'introduzione di trattamenti innovativi. Con l'obiettivo di rompere il silenzio sulla malattia, rafforzare la consapevolezza e portare il tumore ovarico al centro del dibattito pubblico e istituzionale, nasce la campagna "Insieme di Insiemi".
    L'iniziativa è promossa dai gruppi Mito (Multicenter Italian Trials in Ovarian cancer and gynecologic malignancies) e Mango (Mario Negri Gynecologic Oncology) con le associazioni pazienti Acto Italia, Loto, aBRCAcadabra, ALTo, Mai più sole e i clinici e il supporto non condizionante di Abbvie e Pharma, per promuovere una corretta informazione e richiamare l'attenzione su percorsi di cura più equi e tempestivi. "Il tumore delle ovaie è associato ancora oggi a un'elevata mortalità, causata sia da sintomi aspecifici attribuibili a numerose patologie, come gonfiore o dolore pelvico, sia dall'assenza di screening dedicati che consentano una diagnosi precoce - spiega Sandro Pignata, Direttore della divisione di oncologia medica del dipartimento di Uro-ginecologia presso l'Istituto Nazionale Tumori di Napoli e fondatore del Gruppo Mito -. Solo le donne con alterazioni Brca1 e Brca2 possono avvalersi di strategie preventive grazie al test genetico. Per questa ragione è importante comunicare a tutta la popolazione quanto la prevenzione primaria, che si basa sull'adozione di corretti stili di vita, possa cambiare le carte in tavola. Altre condizioni di rischio sono legate all'attività ovarica - continua- infertilità, assenza di gravidanze o una prima gravidanza oltre i 35 anni di età possono aumentare le probabilità di sviluppare questo tumore. È poi importante indagare la storia familiare: più parenti che hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma ovarico o di cancro del colon, dell'endometrio o del seno possono costituire un segnale d'allarme. Se i sintomi risultano persistenti, quindi perdurano per più di 2 o 3 settimane, è importante svolgere una visita ginecologica: attraverso palpazione ed ecografia e successivi ulteriori approfondimenti è possibile effettuare la diagnosi".
    Pur restando una neoplasia ad alto rischio, "dal 2021 a oggi il tumore ovarico registra un calo della mortalità - dichiara Giusy Scandurra, Direttore Uoc Oncologia Medica Ospedale Cannizzaro di Catania -. La motivazione va individuata nei trattamenti sempre più innovativi e nell'introduzione di terapie di mantenimento in prima linea, con diversi farmaci a bersaglio. In ogni modo, sia negli stadi iniziali della malattia che in quelli più avanzati, la chirurgia risulta curativa nel 70% dei casi, soprattutto se affiancata a un trattamento chemioterapico adiuvante per ridurre il rischio di recidive, che si presentano nel 25/30% delle donne". Il progetto prevede una piattaforma web informativa, materiali divulgativi, campagne social, una survey e due webinar. Momento centrale sarà l'8 maggio, Giornata mondiale del tumore ovarico, con una conferenza istituzionale al Senato per la sottoscrizione di un documento di impegno politico. A seguire, in Piazza del Popolo a Roma, nell'ambito della manifestazione Tennis&Friends Salute e Sport durante gli Internazionali Bnl d'Italia, si terranno un flash mob simbolico e l'installazione artistica "Labia, madri d'amore", dedicata al tema della maternità oltre la biologia.