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(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Con 17.000 pazienti coinvolti attualmente negli studi, la ricerca cooperativa italiana sulle malattie del sangue continua a contribuire in modo decisivo allo sviluppo di cure più personalizzate, sostenibili e orientate ai bisogni reali dei malati, con importanti risultati nelle strategie chemio-free, nella medicina di precisione. Il tema è stato al centro della Terza riunione nazionale Gimema, promossa dalla Fondazione Gimema - Franco Mandelli Onlus a Roma, in cui sono stati presentati gli aggiornamenti più rilevanti della ricerca scientifica clinica e traslazionale sulle malattie del sangue condotta in Italia.
"L'obiettivo oggi non è soltanto aumentare la sopravvivenza, ma migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti, riducendo tossicità, ospedalizzazioni e impatto sociale delle cure", ha spiegato Marco Vignetti, presidente della Fondazione Gimema.
Tra i risultati più rilevanti presentati, uno studio sulle neoplasie mieloproliferative in fase blastica, una delle forme più aggressive di malattia, in cui è stato rilevato come la combinazione della chemioterapia con la molecola venetoclax ha prodotto risposte clinicamente significative e durature anche in pazienti fragili, in cui la sopravvivenza posttrapianto supera l'80%. Sempre dalla combinazione di venetoclax con la chemioterapia standard è stato possibile per oltre il 60% dei pazienti con leucemia mieloide acuta accedere al trapianto allogenico di cellule staminali. Per quanto riguarda la leucemia promielocitica acuta, Gimema ha confermato come oggi i pazienti trattati con protocolli chemio-free basati sul farmaco Atra e triossido di arsenico possano raggiungere un'aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale.
Inoltre, per la prima volta al mondo, è stata dimostrata la superiorità di una strategia completamente chemiofree nei pazienti adulti con leucemia acuta linfoblastica Philadelphia positiva.
Infine, sul fronte della leucemia linfatica cronica, grazie a uno studio osservazionale sono stati raccolti i dati di oltre 10.000 pazienti trattati in più di cento centri di ematologia italiani dal 2010. Gimema progetta, in questo modo, uno dei più grandi database europei dedicati alla malattia. (ANSA).


