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Svolgeranno un anno di ricerca all'estero, contribuendo allo sviluppo di nuovi percorsi e conoscenze nel campo dell'Oncologia. Sono i tre giovani medici vincitori della borsa Fellowship intitolata a Gianni Bonadonna, figura di riferimento e tra i padri fondatori dell'oncologia medica. Lo annunciano, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, Fondazione Gianni Bonadonna, con il supporto del Gruppo Prada e in collaborazione con la Scuola Europea di Oncologia (Eso). I premiati sono Matteo Maria Naldini, Francesco Romano e Leonardo Brunetti. I tre giovani medici avranno l'opportunità di trascorrere un anno in istituti oncologici internazionali, dove svilupperanno i propri progetti di ricerca.
Brunetti ha recentemente completato il percorso di specializzazione in Oncologia Medica. Lavora presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma e come ricercatore clinico nella Phase 1 Unit del'Imperial College di Londra. Da tempo si occupa di immunoterapia del tumore al polmone e dei marcatori connessi alla risposta e alla resistenza alle terapie. Per il progetto che svolgerà al Dana-Farber Cancer Institute di Boston si concentrerà sul carcinoma polmonare non a piccole cellule, per comprendere i meccanismi che portano alle ricadute nei tumori che inizialmente rispondono agli inibitori di PD-L1 e per individuare quali antigeni si evolvano in caso di resistenza, così da utilizzarli come possibili target di terapie. Naldini sta completando la specializzazione in Oncologia presso l'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. Il progetto di ricerca proposto, che condurrà presso il Cancer Research UK Cambridge Institute dell'Università di Cambridge, sarà focalizzato sul tumore mammario triplo negativo e mira a caratterizzare le interazioni tra cellule tumorali e immunitarie all'interno del microambiente tumorale, per comprendere come queste possano influenzare la risposta all'immunoterapia. Romano ha completato la specializzazione in Ematologia presso l'Università di Pavia e attualmente lavora al Dana-Farber Cancer Institute/Boston Children's Cancer and Blood Disorders Center - Harvard Medical School, dove grazie alla Fellowship potrà proseguire i suoi studi sulla leucemia mieloide acuta e l'applicazione delle Car-T in questa patologia, in cui molti antigeni che potrebbero essere bersagli sono condivisi da cellule staminali emopoietiche sane. L'obiettivo delle sue ricerche sarà perciò l'utilizzo di tecniche avanzate di gene editing per mascherare le cellule staminali sane e proteggerle dagli effetti della terapia con Car-T, sviluppando anche Car-T multispecifiche che possano evitare che il tumore evada la risposta modificando l'espressione di singoli antigeni.
"Rinnovare ogni anno la Fellowship Gianni Bonadonna significa affermare la nostra fiducia nei giovani medici e nel ruolo centrale della ricerca per il futuro dell'oncologia. I progetti selezionati riflettono competenza, visione e una forte motivazione a contribuire ad un miglioramento concreto nella cura dei pazienti. Accompagnare questi talenti nel loro percorso di crescita scientifica e professionale è una responsabilità che la Fondazione porta avanti con convinzione e continuità", Luca Gianni, presidente di Fondazione Gianni Bonadonna. La Fondazione, con il supporto del Gruppo Prada e in collaborazione con Eso, ha quindi annunciato la sesta edizione della Fellowship 'Gianni Bonadonna' nel 2026. (ANSA).


