PHOTO
(ANSA) - MILANO, 22 APR - E' possibile trasformare farmacologicamente tumori "freddi" - invisibili al sistema immunitario - in tumori riconoscibili e trattabili con immunoterapia: lo si legge in uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Discovery, condotto nei laboratori di Ifom in partnership con ricercatori delle Università degli Studi di Torino e di Milano, con il contributo di partner internazionali.
I dati ottenuti hanno mostrato come una molecola sperimentale, NP1867, possa accendere "segnalatori" sul tumore trasformandolo in un bersaglio per il sistema immunitario. Il meccanismo è basato sul blocco selettivo del cosiddetto "mismatch repair", il sistema cellulare di correzione degli errori del DNA. "I risultati ottenuti con il nostro studio - commenta Alberto Bardelli, direttore scientifico di IFOM e professore ordinario presso l'Università degli Studi di Torino - dimostrano che è possibile usare una molecola per trasformare un tumore inizialmente invisibile al sistema immunitario in uno riconoscibile e quindi trattabile con immunoterapia. È un cambio di paradigma: non colpiamo solo la crescita del tumore, ma ne riscriviamo il dialogo con l'organismo".
I dati ottenuti in laboratorio aprono nuove prospettive per la cura di tumori oggi ancora privi di opzioni efficaci di immunoterapia, tra cui il carcinoma colorettale, pancreatico e mammario.
"È un passo concettuale importante ed un cambio di prospettiva con implicazioni molto concrete per il trattamento di tumori oggi ancora resistenti", spiega Giovanni Germano, professore associato di Istologia ed embriologia umana al Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell'Università degli Studi di Milano e coautore dell'articolo.
"La prospettiva è arrivare a farmaci capaci di creare, in modo controllato, una vulnerabilità immunologica laddove oggi non esiste. Il prossimo obiettivo - conclude Bardelli - è di sviluppare una molecola da utilizzare in sperimentazione clinica, così da ampliare il numero di pazienti potenzialmente candidabili all'immunoterapia". (ANSA).


