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BOLZANO. Controlli alle frontiere Schengen, riforma dei collegi elettorali e staffetta alla presidenza della Regione. Sono i temi che hanno animato la seduta di oggi, mercoledì 21 ottobre, del Consiglio regionale a Bolzano. L'aula ha respinto la mozione presentata da Süd-Tiroler Freiheit sui controlli temporanei ai confini interni di Schengen. Contrario il presidente della Regione Arno Kompatscher, secondo il quale la chiusura delle frontiere non rappresenta una risposta efficace ai problemi migratori e rischia di trasformarsi in propaganda politica.
La proposta, firmata da Bernhard Zimmerhofer, Sven Knoll, Jürgen Atz e Hannes Rabensteiner, chiedeva di rafforzare i controlli temporanei, privilegiando verifiche congiunte nelle zone di confine e un maggiore scambio di informazioni. Nonostante la presentazione di un testo modificato, la maggioranza ha confermato il voto contrario. Kompatscher ha ricordato il valore dell'accordo di Schengen per l'integrazione europea, mentre Zimmerhofer ha ribadito l'attualità delle questioni legate alla sicurezza e all'immigrazione.
Acceso anche il confronto sulla ridefinizione del collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina. La mozione presentata dai Verdi chiedeva di preservarne l'assetto originario, ma Brigitte Foppa ha riconosciuto che la nuova legge elettorale ha modificato il quadro. Sandro Repetto ha difeso il precedente collegio come esempio di convivenza, mentre Christian Bianchi e Marco Galateo hanno sostenuto la riforma, respingendo le accuse di favorire il centrodestra. Critici Andreas Leiter Reber e Paul Köllensperger; Harald Stauder ha invece difeso la posizione della Svp.
In apertura, Stefania Segnana, a nome della maggioranza, ha condannato le violenze e i vandalismi durante le manifestazioni studentesche di ieri a Trento. Andrea de Bertolini ha condiviso la condanna, invitando però a non ignorare il disagio sociale alla base delle proteste. Sulla mancata staffetta alla presidenza regionale con Maurizio Fugatti, Kompatscher ha dichiarato di essere disponibile a dimettersi quando il collega sarà pronto al passaggio di consegne, ricordando che l'alternanza è una consuetudine e non un obbligo statutario.


