Unacatena di errori umaniche ha portato aviolare leprocedure di sicurezzain unreattore con difetti di progettazione: è così che40 anni faè avvenuto aChernobyl ilpiù grave incidente nucleare finora registrato. Oggi la vegetazione ha preso il sopravvento nellazona rossache circonda la centrale, ormai dismessa. E quest'area interdetta agli esseri umani nel tempo si èpopolata di specie selvatiche, alcune delle quali a rischio di estinzione nel resto del mondo, mentre altre hanno trovato strategie per adattarsi a un ambiente radioattivo.

 

Nel mondosono stati complessivamente139 gliincidenti nelle centrali nucleariregistratidal 1952 al 2024, per un totale di 69 vittime diretteeoltre 5mila casi di tumore avvenuti a distanza di tempo e messi in relazione con gli incidenti. A causarne lamaggioranza è stato l'incidente diChernobyl, che ha provocato lamorte di 50 personeecirca 4mila casi di tumore, secondo la stima dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica dell'Onu (Aiea). Ilsecondo incidente nuclearein ordine digravità è stato quello alla centrale giapponese diFukushima, che aveva retto al violentissimo terremoto di magnitudo 9,0 ma non all'onda di tsunami alta 13 metri. Il bilancio è stato diuna vittima direttae573 casi di tumore collegati.

Se l'incidente di Chernobyl ha causato un numero di vittime senza confronto rispetto all'insieme degli incidenti nucleari avvenuti in tutto il mondo, la spiegazione è stata unasequenza di errori umani, nei quali difetti nella progettazione di elementi chiave per la centrale si sono combinati convalutazioni sbagliateda parte del personale in servizio.

Il26 aprile 1986era previsto untest sulreattore numero 4della centrale per verificare se, in caso di blackout, le turbine fossero state in grado di continuare a produrre energia per qualche minuto. Era un test complesso, su un reattore attivo da circa due anni, eper eseguirlovennerospenti alcuni sistemi automatici di sicurezza. Erano sistemi fondamentali per fermare il reattore in situazioni di emergenza.

Quindi i tecnici iniziarono aridurre la potenza, senza considerare che i reattori di quel tipo, chiamati Rmbk,in quelle condizionidiventanoinstabili. Per il modo in cui era stato progettato,il reattore diventava difficile da controllare quando la potenza era bassa. A quel punto uno dei tecnici decise di fermare il reattore premendo ilpulsante di emergenzaAZ-5, che attivava le barre di controllo,ma la potenza aumentò improvvisamenteinvece di diminuire. Accadde perché lapunta dellebarre di controlloera digrafite e per questo, quando vennero inserite, aumentarono la potenza invece di ridurla. Ilpicco improvviso di energiaprovocò ilsurriscaldamento e lafusione del nocciolo, seguita dadue esplosionidovute all'accumulo di vapore. La prima esplosione distrusse la struttura di contenimento della centrale, inadeguata, favorendo la dispersione di materiale radioattivo nell'ambiente; la seconda, tre secondi più tardi, disperse quanto era rimasto del nucleo.

In seguito lacentrale venne dismessae racchiusa in unsarcofago, sul quale fra il 2016 e il 2018 è stata costruita un'altra struttura. Labonifica definitiva della zona è attesa per il2065. Nel suo rapporto, l'Aiea segnalò che nell'incidente erano stati rilasciati oltre cento materiali radioattivi, fra i quali uno dei più pericolosi era lo iodio-131, che si concentra nella tiroide, oltre a cesio-137 e stronzio-90, che permangono nell'ambiente per circa 30 anni.

Lanotizia dell'incidentevennediffusa, in Ucraina e nel resto del mondo,solo il 29 aprile, mentre una nube radioattiva cominciava già a diffondersi. Come rileva l'Aiea, "l'incidente di Chernobyl ha segnato unasvolta per la sicurezza nucleare. Ha portato ad accordi giuridicamente vincolanti, maggiore trasparenza e cooperazione globale".