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Parlare con irobot deiservizi clientio ichatbot con Intelligenza Artificiale cambia il nostro modo di essere umani:ci porta a ragionare e a parlarein modo dafacilitare il dialogocon lemacchine: è la trasformazione in atto segnalata dallo studio condotto dall'Università Linnaeus, con il gruppo di Selcen Ozturkcan. La ricerca, pubblicata sulla rivista AI & Society ha chiamato questo cambiamento 'umanità robotoide'.
"Irobot socialiper ilservizio clientisonoprogettati per imitaregesti, linguaggio e segnali emotivi al fine disuscitare risposte cognitive ed emotivenei clienti", ha detto Inci Toral-Manson, dell'Università di Birmingham, nel Regno Unito, e tra le autrici dello studio. "La nostra ricerca esplora comel'interazione con questi robot antropomorfizzati possa creare un'influenza bidirezionale nella quale i robot diventano più simili alle personeele persone diventano più simili ai robot, un fenomeno che definiamo 'umanità robotoide'".
E' noto già da tempo che gli esseri umani hanno una forte capacità di empatia non solo con gli altri esseri umani, ma con animali e perfino oggetti. Basti pensare ai nomignoli che facilmente diamo alla nostra auto o ai vezzeggiativi che usiamo per identificare oggetti a cui siamo molto affezionati. Questatendenza all'antropomorfizzazioneemerge in modo ancor più evidente con l'arrivo diagenti capaci di dialogare, come ichatbot e le IA in generale, a partire da quelle per iservizi domesticicome Alexa.
Da un lato, affermano i ricercatori,i sistemi di IA imparano continuamente dagli esseri umani,si adeguano ai nostri di comunicare e dialogare, maallo stessotempo anche gli esseri umani si adeguano ad essi e, in qualche modo, li imitano. Man mano che questi bot basati sull'IA diventano sempre più simili agli esseri umani e sempre più difficili da distinguere dalle persone reali - almeno nella scrittura di messaggi - potremmo finire per riflettere altre caratteristiche delle macchine con cui interagiamo, diventando meno simili a noi stessi.
Quando noi umani interagiamo con un altro individuo in qualche modo modifichiamo sempre noi stessi, ma mentre il feedback che riceviamo da persone reali è spesso inaspettato e incontrollato,dalle macchine, invece, riceviamo sempre o quasi dellerisposte rassicuranti, basate su statistiche e guidate da algoritmi.
Secondo lo studio,nel tempo gli esseri umanipotrebbero iniziare a riflettere alcuni degli schemi che l'algoritmo premia. "L'istinto innato umano di imitare può portare areplicare i comportamenti comunicativi del robot, rendendoci più simili a un robot", ha aggiunto Ozturkcan. Un istinto che potrebbe gradualmentetrasformare le nostre relazioni con le macchinee che apre una serie diquestioni eticheche secondo gli autori della ricercadovrebbero essereapprofondite.


