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Ametà strada traunapiccola stella, una cosiddettanana bruna, e unpianeta gigante gassosocon unamassa 20 voltepiù grande di quella diGiove: è ilmistero diGaia-6 B, un particolareoggetto cosmicoche ruotaattorno allastella HD 128717, situata in direzione della costellazione del Dragone. A indagare sulla sua natura misteriosa arriva ora un nuovo studio internazionale guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica di Torino, pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics.
La ricerca ha potuto misurare la suaorbita estrema,tra le più schiacciate mai osservate per oggetti di questa massa, che aggiunge ulteriore fascino all'enigma di Gaia-6 B. "L'origine dell’eccentricità elevata di Gaia-6 B rimane un puzzle irrisolto, poichénon sono statiidentificati altricompagni chepossano aver ‘disturbato’ l'orbita dell'oggetto", afferma Matteo Pinamonti, primo autore dello studio.
"È importante, però, perché ci aiuta a capire come nascono gli oggetti al confine tra pianeti giganti e piccole stelle, una domanda ancora irrisolta nell’astronomia moderna - continua Pinamonti - e, di conseguenza, acapire meglio come si formano le stelle e i sistemi planetari in generale, incluso il nostro".
Grazie al monitoraggio intensivo effettuato con ilTelescopio Nazionale Galileo dell'Inaf, situato sull'isola di La Palma alle Canarie, i ricercatori hanno risolto unadiscrepanza sull'orbitache era emersa nei dati raccolti dalla missione Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea. Come è stato dimostrato, l'erroreera dovuto al fatto che ilperiodo orbitaledi Gaia-6 B, che impiega oltre9 anni a compiere un giro completo attorno alla stella madre, è molto più lungo della durata delle osservazioni iniziali, che sono state dicirca 34 mesi: per questo motivo il segnale era stato interpretato in modo sbagliato.


