Ilsuccesso di Artemis II ha spalancato la strada alleprossime tappedel programma sulritorno alla Luna. Idati raccolti in questa missione, ha detto l'amministratore capo della Nasa Jared Isaacman, "sonopreziosi per preparare Artemis III" alla quale, ha aggiunto, già in aprile si comincerà a lavorare nell'Edificio di integrazione dei veicoli (Vab) del Kennedy Space Center.

Artemis IIha infattidimostrato che la navettaOrion èin grado di trasportare in sicurezza gli astronautifino alla Luna e di riportarli sani e salvi a Terra ed è questa lacondizione perché ilprogramma Artemispossaproseguire.

NellaGiornata del volo umano nello spazio, che si celebra ogni12 aprilein memoria delprimo uomo tra le stelle,Yurij Gagarin, lacorsa alla Lunasi alimenta di nuova energia e diottimismo. Questa voltala gara è con la Cina, che prevede di portare i suoi astronauti sul suolo lunare nel2030 e che intanto ha già il suo lander nell'orbita lunare, chiamato Lanyue e molto simile alla navetta Orion. Per la Cina come per gli Stati Uniti, l'obiettivo è costruire sulla Luna una base dove gli astronauti possano vivere e lavorare.

Il12 aprilesegna per la Nasa anche i45 anni dal volo del primo Space Shuttle, il Columbia: ilprimo passo del programmache ha permesso dicostruire la Stazione Spaziale Internazionalenell'orbita terrestre bassa. Ed è all'orbita terrestre bassa che guarda la missioneArtemis III. Non porterà astronauti sulla Luna, come si prevedeva inizialmente, perché il27 febbraio 2026 Isaacman ha annunciato la nuova tabella di marcia del programma Artemis. Secondo i nuovi piani della Nasa, nel2028 dovrà essereArtemis IVa portare degliastronautia camminaresulla Luna, oltre 50 anni dopo la chiusura del programma Apollo.

L'equipaggio di Artemis III, nel2027, dovrà invecesperimentare nell'orbita terrestreun programma diattracco ailander lunaridelle aziende privateSpaceX eBlue Origin. Mentre ha sospeso temporaneamente il progetto della stazione spaziale Gateway destinata all'orbita lunare, l'agenzia spaziale americana prevede di costruire unabase lunare permanente entro il 2032. Imoduli che la costituiranno parleranno italiano, come prevede l'intesa sottoscritta a fine marzo 2026 a Washingtonfra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e l'amministratore capo della Nasa: "un accordo strategico che rafforza la nostra cooperazione sui moduli abitativi lunari, sistemi di comunicazione avanzati e attività scientifiche, con l'obiettivo di favorire e sostenere una presenza umana stabile e duratura sulla Luna", ha scritto oggi Urso in un post su X.

Nei piani della Nasa, come in quelli della Cina, gliastronauti continueranno a essere unapresenza fondamentalenell'esplorazione lunare. Gli astronauti di Artemis II, "hanno dimostrato di essere dei grandi professionisti, bravi comunicatori e anche dei poeti: veri e propri ambasciatori dell'umanità", ha detto Isaacman, e "hanno accettato di corrererischi significativial servizio del futuro che siamo determinati a costruire". Per l'amministratore associato della Nasa Amit Kshatriya, "Artemis II ha dimostrato che il veicolo, i team, l'architettura e la collaborazione internazionale sono in grado di riportare l'umanità sulla superficie lunare".

Riprendendo infine le dichiarazioni fatte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo l'ammaraggio, la Nasa dice che è decisa a inviare "astronauti del programma Artemis in missioni sempre più impegnative per esplorare aree sempre maggiori della Luna per ottenere scoperte scientifiche, benefici economici e per stabilire una presenza umana duratura sulla superficie lunare, e gettando così le basi per l'invio dei primi astronauti, astronauti americani, su Marte".