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Il linguaggio del digitale, basato su 0 e 1, potrebbe essere snobbato dallecomunicazioni del futuro. Queste potrebbero infatti tornare afunzionare con le ondeperchè a sostituire i classici chip potrebbero esseremateriali capaci di fare calcoli modificando la propria configurazione, le cosiddettemetasuperfici. A proporre questa radicale trasformazione è Marco Di Renzo, del King's College di Londra e del Consiiglio francese delle ricerche, Cnrs - Università di Parigi-Saclay, intervenuto alla Riunione Nazionale di Elettromagnetismo (Rinem) che ha preso il via a L'Aquila.
"Oggi le comunicazioni digitali, e in generale l'intero settore della computazione, devono affrontare una serie di importanti sfide perchésiamo arrivati ai limiti dei miglioramenti tecnologicie occorre assolutamenteridurre i consumi energetici", ha detto all'ANSA Di Renzo.
Una possibile soluzione potrebbe arrivare dalle tradizionali onde, ossia da una riedizione delle classiche tecnologie analogiche. Attualmente lecomunicazioni wirelessspendonomoltissima energianel trasformare le informazioni originarie, che sono generalmente analogiche, in informazioni digitali, ossia sequenze di 0 e 1. Lo stesso procedimento, ma inverso, deve poi essere fatto in ricezione. Tutto questo avviene perché i dati binari sono più semplici da trasmettere e meno soggetti a disturbi, ma questo ha un costo in termini di energia e potenza di calcolo.
"Grazie anche ai miglioramenti sviluppati con ilmachine learning, possiamo riscoprire l'analogico, in una forma molto più sofisticata e funzionale di prima", ha proseguito Di Renzo. E' questo il focus di WePhICom, un importante progetto di ricerca finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) con circa 10 milioni di euro e della quale Di Renzo è uno dei coordinatori, che punta a ripensare completamente le tecnologie di trasmissione wireless abbandonando il digitale. Chiave di questorinascimento analogicosono lemetasuperfici, ossia materiali al cui interno si trovano combinazioni di antenne e sensori che possono essere modulati per trasformare il materiale stesso in un'antenna o in un ricevitore capaci di dialogare a distanza in forma analogica, ossia manipolando onde elettromagnetiche e non gli 0 e gli 1 tipici del digitale.
E' una trasformazione che si trova nelle primissime fasi, ma che sta iniziando a far vedere le proprie potenzialità. Per esempio in Cina, a Wuhan, queste comunicazioni sono state testate con successo in ambienti reali.


