Gli archeologi lo sospettavano da tempo, ma ora le moderne indagini forensi sembrano confermarlo: i re dell'antico Egittoerano spessosepolti insiemeafunzionaridi corte eartigianiche venivanosacrificati alla morte del sovrano, nellaconvinzione che avrebberocontinuato a servirlonell'aldilà. Lo indica una nuova analisi dellesepolture di massa dellaPrima Dinastia (circa 3150-2925 a.C.), che ha rilevato segni ditraumi craniciletali dacorpo contundente nel 39% dei casi. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Frontiers in Environmental Archaeology dall'archeologa Roselyn Campbell della Purdue University (Usa).

Il suo lavoro prende spunto dagli scavi condotti oltre un secolo fa dall'egittologo britannico Flinders Petrie, che indagò i complessi funerari dell'antica città di Abido, edificati intorno al 3000 a.C. dai primi sovrani dell'Egitto unificato. Oltre alletombe realivere e proprie, i complessicomprendevanotombe a camerae recinti probabilmenteutilizzati per rituali funerari, nonchésepolture sussidiariedisposte attorno a tali strutture. All'epoca, lo studioso ipotizzò che i servitori sepoltinelle tombe satellite potessero essere stati sacrificati poco dopo la morte del sovrano, ma non trovò prove che rivelassero la causa del loro decesso. 

Petrie riseppellì la maggior parte dei resti rinvenuti, conservando solo icrani, alcuni dei quali furono inviati nel Regno Unito. Campbell ne ha individuati 46 presso la Duckworth Collection dell'Università di Cambridge e li ha riesaminati, identificando nuoveprove di violenza. Diciotto dei 46 crani presentavano segni di traumi cranici significativi. "Le lesioni sui crani conservati sono generalmentefratture lineari,che probabilmente avrebbero causato unarapida perdita di coscienza, emorragia interna e morte", afferma Campbell, segnalando inoltre segni di traumi da taglio o fendenti su alcuni dei 18 crani, tra cui una ferita da colpo netto all'altezza dell'occhio di un individuo.

"Alcuni membri del seguito potrebbero essersi offerti volontariamente al sacrificio per ottenere la vita eterna o l'onore, mentre altri - ipotizza l'archeologa - potrebbero essere stati scelti o addirittura costretti".