Avvicinano una possibilenuova fisica, gli ultimi dati raccolti dalcacciatore di neutriniJuno, il gigantescoosservatorio che si trova in Cina, nella provincia meridionale di Guangdong, a 700 metri di profondità, edentrato in attività nell'agosto 2025. Lo studio pubblicato sulla rivista Nature e firmato dagli oltre 700 ricercatori che fanno parte della collaborazione, è infatti riuscito a ottenere lamisura finora più precisadell'oscillazionedi queste particelle fondamentali: un risultato che potrebbe consentire di risolvere ilproblema della massadei neutrini, rimasto finora aperto.   

Juno  (Jiangmen Underground Neutrino Observatory) è frutto di unacollaborazione internazionaleche coinvolge più di 700 ricercatori di 17 Paesi, fra i quali l'Italia. Per il nostro Paese hanno partecipato allo studio l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, le Università di Catania, Milano, Milano-Bicocca e Roma Tre, oltre a quelle di Padova, Perugia, Ferrara e al Politecnico di Milano.

Ineutrini sono particelle fondamentalisfuggenti einafferrabili perchèinteragiscono solo debolmente con la materia, e questo rende difficile misurarne la massa. Un metodo per studiare questa proprietà consiste nel misurare invece l'oscillazione, ossia ilfenomeno quantisticoper il quale questeparticelle cambiano spontaneamente 'identità' ( 'sapore') trasformandosi in una delletre famigliedi neutrini note: glielettronici, imuonici o itauonici. Queste trasformazionidimostrano che ineutrini hanno una massa, anche se piccolissima.

“L’importanza del risultato consiste nellaprecisione della misura, mai raggiunta prima”, dice all’ANSA Gioacchino Ranucci dell’Infn, viceresponsabile internazionale dell’esperimento e tra gli autori dello studio. “In soli59 giorni di attività, Juno ha superato la precisione ottenuta in 5 decenni di esperimenti. Si tratta, dunque, di una dimostrazione delle straordinarie capacità del rivelatore. A sottolineare l’importanza dei risultati – aggiunge il ricercatore – la nostra ricerca aprirà la Conferenza internazionale sul neutrino, che si terrà tra 10 giorni in California”.

Grazie a Juno, i ricercatori sperano di riuscire a stabilire la cosiddetta ‘gerarchia di massa’ dei tre neutrini, cioè comprendere qual è il più leggero e quale il più pesante. “Si tratta, dunque, di unamisura della massa relativa, non di quella assoluta”, prosegue Ranucci. “A seconda della gerarchia che emergerà, potremo provare o smentire diversi modelli teorici”.

 Nei suoi primi 59 giorni di attività, ricostruendo l'energia dei neutrini catturati dalgrande serbatoio sfericoriempito con20mila tonnellate di liquido, Juno ha permesso di determinare con un livello di precisione mai raggiunto prima le transizioni fra i tre sapori dei neutrini. Questi primi risultati dimostrano che l'esperimento funziona bene e che ha raggiunto le prestazioni previste, spianando la strada alla possibilità di esplorare nuove leggi della fisica.