Icarburantipresenti neirelitti navalidellaSeconda guerra mondialepossono fungere daserbatoi naturalidibatteri in grado didegradare gliidrocarburi. Lo dimostra lascoperta di unasorprendente varietà di microrganismiin prossimità didue navi giapponesiaffondate nell'oceanoPacifico vicino allaMicronesia. Lo studio, pubblicato sulla rivista Marine Pollution Bulletin dai ricercatori dell'Università del Pacifico del Sud alle Fiji, potrebbe aiutare a trovare nuove soluzioni per la bonifica dei mari inquinati.

Sul fondo dell’oceano Pacifico sono rimasti molti relitti della Seconda guerra mondiale: laLaguna di Chuuk, in Micronesia, è uno dei siti con ilmaggior numero di navi affondate. Ospitava infatti la principale base navale giapponese nel Pacifico meridionale, devastata dai raid aerei statunitensi nel 1944 nell'ambito dell'operazione Hailstone.

I ricercatori guidati dalla microbiologa Awei Bainivalu hanno cercato di capire cosa si nasconde nel carburante vecchio di decenni rimasto nella laguna di Chuuk, analizzando sia le sostanze chimiche tossiche che lo compongono sia i microrganismi che contiene e che potrebbero essere in grado di scomporlo.

Si sono focalizzati in particolare su due navi che perdono olio carburante: la petrolieraShinkoku Marue laKiyosumi Maru, un'ex nave passeggeri convertita per il servizio militare. Il team ha prelevato deicampioni daentrambi i relittie, attraverso ilsequenziamento del Dna, ha individuato1.505 gruppi di battericlassificabili a livello di specie, con i proteobatteri che predominano su tutti gli altri.

Tra i batteri identificati ci sono quelli appartenenti ai generiRalstonia,Sphingomonas eCorynebacterium, che includonospecie noteper la lorocapacità discomporre gli idrocarburi del petrolioper usarli come fonte di carbonio ed energia. Questa capacità è alla base di una tecnica di biorisanamento, che sfrutta i microrganismi per rimuovere i contaminanti dall’ambiente.