"Laricerca italiana nell'Artico è in grandevantaggio, e abbiamo intenzione dicontinuare ad affermarela nostracapacità innovativa", dice Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, intervenuta a Roma alla conferenza di presentazione delnuovo documento strategico italianosull’Artico,elaborato nel corso del2025.

"Per quanto riguarda l'Artico, noi non siamo all'anno zero - prosegue il ministro -abbiamo iniziato 50 anni fa a investirein capitale umanoeinfrastrutture,creando coesioni e connessioni con altri paesi. Quella presentata oggi, infatti, non è una strategia casuale, ma il frutto di una connessione inevitabile in un mondo dove non si vive di confini né geografici, né tematici. Come dicono coloro che lo hanno studiato profondamente - aggiunge Bernini - l'Artico è per sua natura multidisciplinare, è l'epicentro di tutto: tutto quello che succede nell'Artico non riguarda solo l'Artico".

Il ministro ricorda poi che l'Italia ospiterà, ilprossimo marzo, lanuova riunione dell’Artic Circle Forum, la più grande rete di dialogo e cooperazione internazionale sull’Artico e, più in generale, anche su Antartide e cosiddetto Terzo Polo, cioè i ghiacciai. L’evento è organizzato dal Ministero dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche. "A marzo tuttoil mondo artico verrà in Italiaper l'Arctic Circle Forum", commenta Bernini: "Vi convergeranno ricercatori, politici, imprenditori per parlare di Artico, e l'Artico è il luogo nel quale l'Italia può parlare da protagonista".

La ricerca scientifica italiana è "pienamente integrata" nella nuova strategia per l'Artico presentata dal Governo a Villa Madama. Lo sottolinea in una nota il presidente del Cnr Andrea Lenzi,

"Il Cnr opera da molti anni nell'Artico attraverso poli di eccellenza e consolidate interconnessioni con le reti della difesa, della sicurezza e della diplomazia scientifica", ricorda Lenzi, evidenziando come la ricerca italiana possa dare un contributo decisivo nella tutela e nella promozione dell'interesse nazionale nell'area.

"L'Artico è una regione chiave per comprendere il cambiamento climatico globale", aggiunge Francesco Petracchini, direttore del dipartimento Scienze del sistema Terra e tecnologie per l'ambiente del Cnr (Cnr-Dssta). "Le attività di ricerca che il Consiglio nazionale delle ricerche porta avanti in questa zona forniscono dati essenziali sia per progredire nella conoscenza, sia per supportare le politiche ambientali di oggi e di domani".

"La regione artica - osserva Giuliana Panieri, direttrice dell'Istituto di scienze polari del Cnr (Cnr-Isp) - è un gande laboratorio a cielo aperto il cui studio sempre più dipende da una forte collaborazione internazionale: da pochi giorni abbiamo inaugurato l'Ice Memory Sanctuary, risultato di uno sforzo che ha visto lavorare fianco a fianco ricercatori e ricercatrici di tutta Europa per salvaguardare gli archivi climatici glaciali del nostro pianeta. Un esempio di cooperazione in cui la condivisione di dati, infrastrutture e conoscenza scientifica contribuiscono a costruire fiducia tra i Paesi, e mantenere aperti canali di dialogo anche in contesti geopolitici complessi".