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Come una valanga: a innescare ibrillamenti solari, leeruzioni di materiache esplodendo sulla superfice del Sole rilasciano lastessa energia di milioni dibombe atomiche, sonopiccole perturbazionichesi trasformanoin unevento violentissimo. A comprenderlo grazie ai dati dellamissione Solar Orbiterdell'Agenzia Spaziale Europea è stato il lavoro guidato da Pradeep Chitta dell’Istituto Max Planck in Germania, pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics.
Ibrillamenti solari sono delle violente esplosioni che avvengono sulla superficie del Sole quando l'energia immagazzinatain campi magnetici ‘aggrovigliati’ vieneimprovvisamente rilasciata attraverso unprocesso detto diriconnessione. Nel giro di pochi minuti, lelinee di campo magnetico si incrociano,si interrompono e poi si ricollegano nuovamente. Proprio in quegli istanti il materiale solare può essere espulso a grandissime velocità, anche a500 milioni di chilometri l’ora(circa la metà della velocità della luce), e raggiungere la Terra creando perturbazioni al nostro campo magnetico e anche creare danni ai satelliti o alle comunicazioni.
Unadinamica, quella dei brillamenti, non ancora perfettamente chiara ma di cui ilSolar Orbiter, lanciato dall’Esa nel 2020, ha permesso per la prima volta di vederne in dettaglio tutto ilprocessodi formazione. Leimmagini,scattate ogni 2 secondi, sono relative a unpassaggio ravvicinato al Soleavvenuto il30 settembre 2024 in cui si vede chiaramente lasequenza di piccole attività da cui poi ha avutoorigine un arco dimateriale liberato nello spazioe immediatamenteseguito da un’intensa emissione di raggi X.
"Siamo rimasti sorpresi – ha detto Chitta – da come il grande brillamento sia guidato da una serie di eventi di riconnessione più piccoli che si diffondono rapidamente nello spazio e nel tempo". Dati che dimostrano come questi violenti eventi siano dovuti al concatenarsi di piccoli fenomeni iniziali che evolvono rapidamente, proprio come avviene in occasione di una valanga.


