L'ondata di calorein corso, già laquarta dell'estate 2026, non accenna ancora a placarsi: come dice all'ANSA Dino Zardi, professore ordinario di Fisica dell'atmosfera e del clima all'Università di Trento, lasituazione non cambieràin maniera significativa prima dellafine dellasettimana. Le prime a beneficiare di un abbassamento delle temperature saranno, però, le regioni delNord, in particolare l'area alpina, mentre quelle del Sud dovranno attendere alcuni giorni.

"A partireda venerdì 7si intravede unprimo lieve cedimentoal Nord- afferma Zardi - con l'arrivodiaria più fresca che, interagendo con quella più calda,aumenterà laprobabilità di rovesci e temporali, specie sulle Alpi. L'attenuazione del caldosi preannuncia, tuttavia,graduale eprogressiva: alSud inizierà solo dallametà dellaprossima settimana".

L'esperto sottolinea, inoltre, che èfuorviante parlare di unpicco dell'attuale ondata, visto chele temperature si mantengono più o meno stabilida diversi giorni: "Non si può parlare di un picco vero e proprio - conferma Zardi -abbiamo quasi raggiunto un plateau, i cicli diurni di temperatura si ripetono grossomodo uguali quasi ogni giorno. Possiamo dire che, salvo eventuali fenomeni locali come temporali isolati, letemperature più altedella normacontinuerannofino al 6 agosto, ossia finché l'anticiclone africano resiste".

La quarta ondata di caldo ha preso il via durante gli ultimi giorni di luglio e le temperature massime hanno superato i 40 gradi in molte città italiane. La prolungata carenza di piogge sta mettendo a dura prova le infrastrutture idriche e la vegetazione, e la situazione non è destinata ad alleviarsi a breve. "A parte isolati eventi di precipitazione al Nord, in particolare in prossimità dei rilievi montuosi - conclude Zardi -al momentoimodelli non mostrano l'arrivo di sistemi di precipitazione organizzatifino almeno allametà del mese". Le conseguenze della siccità pesano molto anche sul rischio incendi, che trovano così condizioni favorevoli all'innesco e alla propagazione.