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Realizzate celle solariquasiinvisibili, integrabiliinedifici, veicoli e dispositivi elettronici indossabili, in grado di trasformare qualsiasi superfice, dalle finestre ai display, ingeneratori d'energia senza alterarne l'aspetto. Prodotte inperovskitesono circa 10.000 volte più sottili di un capello umano e circa 50 volte più sottili delle celle solari a perovskite convenzionali.
Descritta sulla rivista ACS Energy Letters, l'innovativa tecnologia ha raggiunto alcune delle piùalte efficienze diconversione energeticamai registrate per questo tipo di dispositivi ultrasottili ed è stata sviluppata dalla Nanyang Technological University di Singapore sotto la guida di Annalisa Bruno, pioniera di nel campo delle celle solari a perovskite. Non solo: a differenza delle tradizionali celle solari al silicio, inuovi dispositivi sono in grado digenerare elettricitàanche in condizioni di luce solare indiretta e diffusa e dunque sono particolarmente adatti persuperfici verticali o in condizioni difrequente copertura nuvolosa.
Le nuove celle sono composte da diversi strati, tra cui uno strato semiconduttore che assorbe la luce solare e la converte in elettricità. Per realizzarle il team ha utilizzato unmetodo compatibile con l'industria e la produzione su larga scala, noto comeevaporazione termica, che consente di depositare strati di perovskite molto sottili e uniformi su ampie superfici evitando l'uso di solventi tossici, riducendo i difetti nelle celle solari e migliorando la capacità di convertire la luce in elettricità. Inoltre, controllando lospessoredello strato si possono creare dispositivi sia opachi che semitrasparenti.
"Una cella semitrasparente con uno strato di perovskite di 60 nanometri - spiega Luke White, primo autore dello studio - ha permesso il passaggio di circa il 41% della luce visibile, convertendo la luce solare in elettricità con un'efficienza del 7,6%". Le stime preliminarisuggeriscono che un'installazionesu ungrande edificio confacciatainvetro,potrebbe teoricamentegenerarediverse centinaia di megawattoradi elettricità all'anno, vale a dire ilconsumo annuodi elettricità di circa100 appartamenti composti da quattro locali.
"Gli edifici - conclude Bruno - rappresentano circa il 40% del consumo energetico globale, quindi tecnologie a basso impatto che ricoprono le superfici degli costruzioni convertendole in fonti di energia potrebbero fare la differenza sullariduzione dell'improntadelcarbonio".


