Sono oltre2000le piccole stelle vicine alla Terra chepotrebbero ospitare la vita: si tratta di stelle molto comuni, dettenane arancioni, le cui caratteristiche le rendono delle culle ideali per sviluppare nel tempo possibili forme di vita. Ilprimo censimento completodi quelle che distantimeno di 130 anni luceda noisi deve a Sebastián Carrazco-Gaxiola, dell’Georgia State University, che ha presentato il risultato al convegno della Società Astronomica Americana a Phoenix, in Arizona.

Si tratta del primo censimento completo di una tipologia di stelle più piccole del nostro Sole, dette nane K o nane arancioni, più comuni rispetto a stelle identiche al Sole e che secondo gli astronomi forniscono un ambiente stabile per lunghissimo periodo agli eventuali pianeti che vi orbitano intorno. Esiste infatti un vero e proprio zoo di stelle differenti, dalle supergiganti blu come Orione, che però bruciano in molto molto intenso e vivono appena 10 milioni di anni, alle nane gialle molto più deboli e che si consumano molto lentamente, anche per decine e decine di miliardi di anni. Proprio per questa varietà non tutte le stelle hanno lecaratteristicheper garantire le condizioni giuste per lo sviluppo e il mantenimento di forme divita nei pianeti vicini.Serve ad esempio che la stella fornisca unafonte di calore costante, ne troppo intenso ne troppo debole, e che non abbiatroppi sbalzirepentini come intensi brillamenti di radiazioni nocive.

Finora gran parte degli studi si erano concentrati nel mappare stelle simili al Sole ma secondo Carrazco-Gaxiola anche le nane Ksarebbero stelle ideali, anche se finorapoco considerate. Mettendo insieme i dati ottenuti da due telescopi, uno in Cile e l’altro in Arizona, è stato così possibile fare il primo censimento completo di tutte le nane K esistenti entro 130 anni luce da noi e creare una sorta di mappa per identificare le più interessanti su cui concentrare future osservazioni. "Questa indagine – ha detto Todd Henry, della Georgia State – costituirà la base per gli studi sulle stelle vicine per i decenni a venire, stelle e pianeti che saranno le destinazioni per l'esplorazione spaziale nel lontano futuro dei viaggi spaziali”.