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Da un campo di cavoli alla Luna: è un balzo straordinario quello compiuto dairazzi neiprimi cento anni dell'era spaziale. Un secolo discoperte einnovazioni,successi edelusioni, inaugurato il16 marzo 1926in una fattoria del Massachusetts con ilprimo lancio di unrazzo a propellente liquido, e oggi coronato dallatrepidante attesa per il lancio del vettore Space Launch Systemdestinato a portare gli astronauti della missione Artemis II attorno alla Luna.
Tutto è cominciato nel1926 con 'Nell', ilprimo razzo a propellente liquido a spiccare il volo: alto poco più ditre metri, pesava appena4,5 chilogrammi. Lo aveva sviluppato il fisico statunitenseRobert H. Goddard(1882-1945), ilpadre della propulsione dei razzi moderni, a cui la Nasa ha poi dedicato uno dei suoi principali centri di ricerca, il Goddard Space Flight Center nel Maryland.
Il test avvenne nella mattina del 16 marzo in un terreno innevato ad Auburn, nella fattoria di famiglia di Goddard. Il razzo, alimentato da unamiscela diossigeno liquido ebenzina, rimasein volo per appena due secondi e mezzo, raggiungendo un’altezza di circa 12 metri e atterrando a una cinquantina di metri di distanza. "Sembrava quasi magico mentre si sollevava, senza alcun rumore o fiamma notevolmente maggiore, come se dicesse: 'Sono stato qui abbastanza a lungo; penso che andrò da qualche altra parte, se non ti dispiace'", scrisse Goddard nel suo diario il giorno seguente.
L'idea di un razzo a propellente liquido non era nuova. Molti scienziati ci avevano già lavorato, perché ilpropellente liquidoavrebbe offerto unmaggiore controllodellaspinta rispetto al combustibile solido. Il vantaggio, però, comportavasfide complesse, comepressurizzare e controllare la velocità della miscela di carburante.Goddard divenne ilprimo al mondoacostruire e lanciarecon successo unrazzo di questo tipo.
Con iltest di volosu quel terreno agricolo imbiancato dalla neve riuscì a realizzare ilsogno che coltivava fin da bambino e che aveva alimentato da ragazzo leggendo 'La Guerra dei mondi' di Herbert George Wells.Quel piccolo balzo di pochi metridimostrava che il principio delrazzo a combustibile liquido funzionavadavvero,nonostante lo scetticismo di molti. Già nel 1920 il New York Times aveva commentato con sarcasmo le sue ricerche e le stesse autorità statunitensi non le presero in considerazione fino a quando i sovietici lanciarono in orbita il satellite Sputnik.
Nonostante tutto, Goddard perseverò perfezionando i suoi razzi: nel1935 ne realizzò uno lungosette metriche raggiunse i2.400 metri di quota. Con il suo lavoroaprì la stradaallosviluppo dei grandi lanciatoriche avrebbero poi portato satelliti e astronauti nello spazio. La tecnologia da lui ideata è la stessa che ha permesso al razzo Saturno V (del peso di 2,7 milioni di chili) di trasportare l'uomo per 384.000 chilometri fino alla Luna.
A un secolo dal test di Goddard, la missione Artemis II si appresta a portare gli astronauti intorno alla Luna per la prima volta dal 1972. Ilrazzo Slsche li trasporterà è 30 volte più alto e mezzo milione di volte più pesante di Nell, ma è ancoraalimentato a propellente liquido, proprio come quello sperimentato cento anni fa su quel campo di cavoli innevato.


