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L'Europapunta amantenere la sualeadership nel campo dellafisica delle particellecon unpiano in due fasi: laprima prevede l'aggiornamentodel grandeacceleratore Lhce la suatrasformazione in HiLumi Lhc, la macchina che promette di rivoluzionare la ricerca sulle alte energie nel prossimo decennio; laseconda fase guarda invece al lungo periodo con ilFuture Circular Collider (Fcc-ee), il super acceleratore da16 miliardidi euro la cui realizzazione saràdecisa in via definitiva nel2028. Lo stabilisce la nuovaStrategia europea per la fisica delle particelle, approvata dal Consiglio delCernriunito a Budapest.
Lamassima prioritàal momento resta il pienosfruttamento di Lhce il suopotenziamento con il progettoHiLumi Lhc, chedal 2030 al 2040aumenterà di unfattore dieciilnumero di collisioni di particelle(chiamato 'luminosità'), incrementando ilvolume di datia disposizione dei ricercatori. Questo balzo in avanti consentirà ai fisici diesplorare il comportamento del bosone di Higgse di altre particelle elementari con una precisione senza precedenti e di scoprire nuovi fenomeni rari che potrebbero rivelarsi.
Guardando allungo periodo, invece, ilvoto quasi unanimedel Consiglio del Cern ha aperto la strada al super acceleratoreFuture Circular Collider (Fcc-ee), destinato a raccogliere l'eredità dell'Lhc con unanello sotterraneodi91 chilometrial confine tra Svizzera e Francia. Per la sua realizzazione è già caccia ai15 miliardi di franchi svizzeri (circa 16 miliardi di euro) necessari, tra le incertezze del quadro internazionale e i rapporti sempre più complessi con Stati Uniti e Cina.
Ilcosto dovrebbe esserecoperto per metàdagliStati membri del Cern, mentre per laparte restante"guarderemo anche all'Unione Europea, alledonazioni filantropichee aipartner extraeuropeicome Stati Uniti e Giappone", ha affermato il direttore generale del Cern, Mark Thomson, che in conferenza stampa si è detto fiducioso. L'auspicio è che l'Ue stanzi 3 miliardi di euro, a cui andrebbero ad aggiungersi gli 860 milioni di euro promessi lo scorso dicembre da alcuni donatori privati. I fondi mancanti potrebbero poi arrivare da ulteriori donazioni private e contributi da parte di Paesi non membri. Interrogato sulla possibilità che gli Stati Uniti non diano un contributo significativo, Thomson ha ribadito che "al momento la partnership tra Cern e Dipartimento dell'energia statunitense rimane molto forte".
All'interno della comunità europea della fisica delle particelle "c'è unconsenso assoluto e inequivocabilesul fatto che laFcc-ee sia lastrada giustada percorrere", ha ribadito il direttore generale del Cern, sottolineando che sono giàin corsoilavori preparatoriper arrivare auspicabilmente all'approvazione definitivadel progetto nel2028. "Proprio in questi giorni, in Svizzera e in Francia, è già iniziata la consultazione pubblica con le comunità locali per definire l'integrazione dell'infrastruttura sul territorio. Nei prossimi due anni - ha aggiunto - saranno condotte anche approfondite valutazioni dell'impatto ambientale del progetto".
"Siamo molto soddisfatti che il Council del Cern abbia accolto la risoluzione che identificaFcc-ee, il Future Circular Collider a elettroni, come la priorità scientifica e tecnologica per il futuro a lungo termine della fisica delle alte energie in Europa", perché si tratta di un "progetto davvero strategico" che "permetterebbe al Cern non solo di mantenere ma anche rafforzare la sua leadership scientifica in questo settore". Lo afferma Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), commentando la nuova Strategia europea per la fisica delle particelle adottata dal Consiglio del Cern riunito a Budapest.
"Questa decisione rappresenta unpassaggio fondamentaledelpercorso per disegnare ilfuturo europeo della fisica delle particellee degliacceleratori", osserva Zoccoli. "Come InfnconsideriamoFcc un'infrastruttura strategica, capace di aprire nuove frontiere nella comprensione della struttura fondamentale della materia e dell'universo, e di produrre un impatto straordinario non solo sul progresso della conoscenza scientifica, ma anche sull'innovazione tecnologica, sulla formazione delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori e sullo sviluppo industriale europeo".
Lacomunità scientificadell'Infn"hacontribuito in modo determinanteallavisione scientificae agli studi che hanno consentito dielaborare le raccomandazioniche sono alla base della risoluzione adottata oggi dal Council, e continuerà a essere pienamente impegnata, in stretta collaborazione con il Cern e con i partner internazionali, nello sviluppo del prossimo rapporto tecnico di progetto che servirà a fornire al Council tutti gli elementi necessari per valutare e prendere la decisione finale prevista nel 2028".


