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Compie25 annila pubblicazione dellamappa che ha rivoluzionato la terapia dei tumori, individuandosei caratteristicheper organizzarli sulla base dellecapacità acquisite dallecellule malate.Pubblicata sulla rivista Cell, la scoperta viene celebrata dalla stessa rivista coon un numero speciale in occasione dell'anniversario. "Da un insieme di eventi disorganizzati, come era stato percepito fino ad allora, ilcancro divenne lamanifestazione di un principio unico", dice all'ANSA Alberto Bardelli dell'Ifom, l'Istituto di Oncologia molecolare della Fondazione Airc, che con i ricercatori del suo gruppo Pietro Paolo Vitiello e Vito Amodio ha contribuito alnumero specialedella rivista, rileggendo un secolo di terapia oncologica alla luce di quella rivoluzione.
A individuare i segni distintivi dei tumori, nell'articolo pubblicato su Cell 25 anni fa, erano stati Douglas Hanahan, che oggi lavora allo Swiss Institute of Experimental Cancer Research (Srec), e Robert A Weinber del Massachusetts Institute of Technology. Alla luce delle numerose scoperte genetiche sui tumori, scrivevano, molti prevedono che si continuerà a seguire questa strada, "noi, tuttavia,prevediamo il contrario: coloro che si occuperanno di ricerca sul cancro praticheranno untipo di scienza radicalmente diversoda quello a cui siamo stati abituati". Parlavano di un cambiamento "di natura concettuale", basato sulle "regole che governano la trasformazione delle cellule umane normali in cellule tumorali maligne".
Quella impostazione radicalmente nuova, osserva Bardelli, è stata la base che da allora ha orientato l'approccio allo studio dei tumori e alla loro diagnosi. "In quegli anni mi ero appena trasferito negli Stati Uniti eallora si guardava al cancrocome a unaserie di piccoli eventi non legati fra loro:un approccio che oggi sembra preistoria. Si stava diffondendo però l'idea che ci fosse un meccanismo unitario".
Arrivò così la pubblicazione dell'articolo di Cell, che organizzava laconoscenza sui tumorisulla base disei funzioniacquisite dalle cellule malate: Lacapacità crescere in modo autonomoe senza la necessità di segnali esterni, la capacità diproliferare in modo incontrollato, laresistenza alla morte cellulare programmata, la capacità direplicarsi indefinitamentein una sorta di 'immortalità', la capacità diformare nuovi vasi sanguigni, quella diinvadere i tessuti saniattraverso le metastasi.
Era una nuovamappa dei tumoriche negli ultimi 25 anni è statadeterminante nell'orientare diagnosi e terapie. In seguito è stata la stessa comunità scientifica a individuare altre caratteristiche funzionali delle cellule tumorali, come la capacità diriprogrammare il metabolismocellulare e quella dieludere il sistema immunitario. "Queste aggiunte successive sono state fondamentali, altrimenti - rileva Bardelli - non si sarebbe stata, per esempio, l'immunoterapia".
E' sulla base delle caratteristiche distintive individuate 25 anni fa che oggi si guarda al futuro e il merito più grande, dice ancora il ricercatore, è di avere dimostrato che "il cancro è così eterogeneo e complesso da attrarre nello studio di questa malattia competenze che prima non erano immaginabili. Oggi di questa malattia si occupanogenetisti,ingegneri,fisici informaticiedesperti di intelligenza artificiale. Non escludo - conclude - che l'ingegneria computazionale o l'Ia possa dare una prossima spallata al cancro".


